Confagricoltura: controlli serrati così evitiamo casi di caporalato

3 Settembre 2023

Lobene risponde alla Flai Cgil sul lavoro grigio: «Non c’è alcuna prova, qui mai riscontrate violazioni» Polemica sul segretario provinciale Antonetti: «Non c’è stato mai comunicato dai vertici regionali»

AVEZZANO. Duro botta e risposta tra la Flai Cgil e Confagricoltura dell’Aquila in merito alla denuncia del sindacato sulla presenza del caporalato nel Fucino. «Accuse gratuite, generiche e diffamatorie nei confronti degli imprenditori agricoli del Fucino», tuona il presidente Fabrizio Lobene.
La difesa
Confagricoltura snocciola alcuni dati sul fenomeno del caporalato nella piana fucense: «Confagricoltura L’Aquila rappresenta oltre il 70 per cento dei datori di lavoro agricoli e non risultano casi di caporalato confermati con condanne definitive comminate dalla magistratura penale». Motivo per cui, secondo il presidente Lobene, «è altamente improprio additare i nostri imprenditori come spregevoli caporali che “fanno profitti sulle spalle dei lavoratori”», così come aveva sostenuto la Flai Cgil.
prudenza
«Suggeriamo alla Flai Cgil», aggiunge Lobene, «più prudenza e maggiore studio perché è inconcepibile che il sindacalista non conosca gli istituti contrattuali contenuti e disciplinati nel Cpl (Contratto provinciale di lavoro) che la stessa Flai ha volontariamente firmato con la nostra organizzazione professionale. Il sindacato», sottolinea, «ha tutti i diritti di organizzare la mobilitazione di protesta ma deve provare con denunce specifiche e circostanziate e con vertenze sindacali singole o collettive le rivendicazioni dei suoi assistiti, viceversa sono solo gratuite illazioni proferite da un perfetto sconosciuto preda del pressapochismo delle idee tipico dei tempi che corriamo».
La polemica
Non solo. Alla respinta delle accuse, si lega anche il commento al vetriolo di Lobene sulla Flai Cgil: «Facciamo fatica a interloquire con una sigla sindacale autorevole come la Flai Cgil della quale non conosciamo il nuovo segretario provinciale perché mai ci è stato presentato dai vertici regionali. Ricordiamo allo sconosciuto interlocutore che con i precedenti segretari provinciali, persone competenti e responsabili, negli ultimi decenni Confagricoltura L’Aquila ha collaborato alla stesura di contratti provinciali di lavoro di secondo livello che, a loro dire, sono i più avanzati d’Italia e tradotti in tre lingue. Con questo sindacato abbiamo costituito nel 1977 uno dei primi fondi interprofessionali, il Fimiav, Ente bilaterale agricolo che ha creato un welfare che ogni anno eroga prestazioni integrative ai lavoratori agricoli e loro familiari per circa 200 mila euro quali: integrazione malattie e infortuni, premi di studi, contributi per iscrizione all’università, agli asilo nido, visite specialistiche, premio nascita, assegni funerari e che da tre anni ha istituito il servizio dei Rlst (responsabili dei lavoratori sicurezza territoriali)».
Le accuse
Secondo i sindacalisti, invece, il fenomeno del caporalato nel Fucino è vivo e vegeto. Il segretario provinciale Luigi Antonetti aveva espresso «grandissima preoccupazione per il fenomeno» che «stabilisce differenze di paga oraria per i lavoratori che svolgono la stessa opera nei campi l’uno al fianco dell’altro, facendo dei profitti su di loro, e chi non è d’accordo rischia di non lavorare più». «Riteniamo indispensabile un serio confronto con i rappresentanti datoriali per affrontare questa brutta piaga», aveva rimarcato il sindacato, «e combattere anche il cosiddetto lavoro grigio, cioè il lavoro a cottimo fuori busta paga, che toglie lavoro regolare a chi rimane a casa, che molti lavoratori sono costretti a fare per raggiungere un salario più dignitoso. Ma tutto ciò», osserva il segretario provinciale, «va anche a discapito delle aziende sane e serie che trattano i lavoratori secondo le norme previste sia contrattuali che di legge, ma con minori profitti e più costi».
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