Confagricoltura: «Salvato il Consorzio del Fucino»

6 Febbraio 2018

Infuria lo scontro fra associazioni dopo il ribaltone, Fabrizi se la prende con la Cia:  «Fatta la guerra al presidente, manovratori esterni giocavano allo sfascio»

AVEZZANO. «Commissariamento evitato al Consorzio di bonifica ovest con la nascita della nuova maggioranza». Confagricoltura respinge accuse della Cia e mostra al direttore, Donato di Marco, «poco informato sulla vicenda», l’altra faccia della medaglia che ha prodotto il ribaltone e messo all’angolo «gli abili burattinai esterni che», sottolinea il direttore Stefano Fabrizi, «puntavano a far commissariare l’Ente sperando di ottenerne la guida». Confagricoltura, quindi, non porge l’altra guancia alla Cia. «La sfrontatezza di Di Marco nella ricostruzione degli eventi», scandisce Fabrizi, «è frutto della sua totale assenza sul territorio che lo slega completamente dagli altri attori della vicenda, tutti appartenenti alla sua organizzazione. Per ben tre volte sono venuti a supplicarci per far fuori il presidente Di Berardino per sostituirlo con un consigliere eletto con la Cia e passato alla Coldiretti dopo aver bussato, invano, a Confagricoltura. Abbiamo sempre detto ok, una volta nella sede Cia, con l’intento di dar vita a una maggioranza rappresentativa di tutte le componenti agricole, compreso Confagricoltura, la più votata dai consorziati ingiustamente esclusa dall’amministrazione del Consorzio».
L’operazione doveva passare attraverso le dimissioni di tre membri della deputazione, «ma l’unico disposto a farlo era il nostro rappresentante», sottolinea Fabrizi, «mentre gli altri due deputati, giocando al tanto meglio tanto peggio non erano disposti a fare un passo indietro. Per un anno hanno fatto la guerra al presidente, mentre i provvedimenti più importanti e anche impopolari sono passati con il voto responsabile dei nostri consiglieri. Abbiamo assistito a continui e imbarazzanti scontri tra gli eletti Cia e i loro rappresentanti sindacali che di volta in volta presenziavano le sedute: veramente una brutta pagina di storia del Consorzio, però scritta da altri, non da Confagricoltura». Fabrizi, quindi, difende a spada tratta «l’operato lineare» di Confagricoltura e accende i riflettori sui «manovratori esterni che giocavano allo sfascio per far commissariare il Consorzio e andare a occupare il posto del presidente». La stoccata finale, invece, è diretta al collega direttore della Cia allorquando identifica la sua gente come l’unica che lavora sodo e paga le tasse: «Evidentemente pensa che gli agricoltori appartenenti ad altre organizzazioni sono sfaticati ed evasori. Sì, caro Di Marco, è una brutta pagina quella che hai scritto, forse perché i tuoi non ti hanno raccontato tutto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA