Confcommercio in campo per le imprese

6 Marzo 2021

Il delegato Liberati (presidente Fida): «Servono risarcimenti al 100%». Aperto uno sportello di aiuto

L’AQUILA. L’aquilano Angelo Liberati, in qualità di delegato della Confcommercio Sub-Provinciale L’Aquila e presidente provinciale Fida-Confcommercio, fa il punto sulla «grave situazione economica che attanaglia la provincia e soprattutto la nostra città».
Nel corso della quinta riunione del gruppo di lavoro tematico “commercio e artigianato” costituito nell’ambito del “Tavolo di sostegno e rilancio dell’economia legale” nella prefettura, in collegamento con le rappresentanze delle altre associazioni di categoria, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, del mondo bancario, delle istituzioni locali e delle forze dell’ordine, Liberati ha rappresentato la situazione. «Nel nostro territorio», ha detto, «che sta subendo gli effetti dell’emergenza sanitaria più degli altri centri urbani della regione è sceso terribilmente il potere economico delle famiglie a causa del preponderante numero di partite Iva che caratterizzano la forza-lavoro locale e che si trovano, a distanza di 12 anni, ad affrontare una sfida ancora più dura di quella del post-sisma. Le imprese aquilane avevano già sulle spalle il peso delle esposizioni debitorie contratte a suo tempo per poter ripartire e questa fase pandemica sta aggravando oltre ogni dire e, in molti casi irreversibilmente, il gravame del debito, a meno che il nostro governo centrale non provveda al più presto a sostituire la parola “ristori” con “risarcimenti”: risarcimenti per il 100% delle perdite subite, a copertura totale degli affitti e delle varie utenze».
«Nella nostra città», prosegue Liberati, «abbiamo potuto osservare come nell’ultimo decennio circa 200 attività produttive hanno, con coraggio, scelto di ricollocare la propria sede nel centro storico, anche se rappresentano solo un quinto delle presenze pre-sisma nel cuore cittadino. L’emergenza sanitaria rischia di ridurre il numero di queste presenze del 20% e, in tale percentuale sono comprese anche imprese storiche che con tenacia hanno resistito 12 anni fa al “default” delle partite Iva e che oggi si apprestano a gettare la spugna. L’emergenza Covid-19 sta purtroppo mietendo vittime, dal punto di vista economico, anche nei centri e nelle gallerie commerciali, dove si possono notare un gran numero di serrande abbassate le quali, molto probabilmente, nell’immediato futuro non di rialzeranno. Sono soprattutto di aziende di ristorazione e somministrazione, di abbigliamento e calzature, di palestre e di attività legate al mondo delle cerimonie religiose. La diminuzione del potere di acquisto ha innescato un calo dei consumi in ogni settore, anche nel comparto alimentare. Ciò è dovuto anche all’assenza di migliaia di universitari fuorisede che, a causa delle restrizioni, stanno effettuando la formazione a distanza. Confcommercio rivolge un accorato appello al sistema bancario affinché rafforzi i propri servizi sul territorio usando il buonsenso e, almeno temporaneamente, rinunciando ai propri rigidi protocolli, consentendo alle imprese in difficoltà di onorare i propri impegni posticipandone la regolazione. A tal proposito è aperto lo sportello “BastaDebitiPerSEmpre”, con consulenza gratuita, dedicato alle persone e alle aziende in difficoltà dal punto di vista bancario, finanziario e fiscale».