Confindustria Giovani lancia l’allarme sull’occupazione

L’AQUILA. «La quasi totalità delle industrie in provincia dell’Aquila è ripartita, ma il 50-60% sta ricorrendo ancora agli ammortizzatori sociali e le aziende del settore metalmeccanico hanno subito,...
L’AQUILA. «La quasi totalità delle industrie in provincia dell’Aquila è ripartita, ma il 50-60% sta ricorrendo ancora agli ammortizzatori sociali e le aziende del settore metalmeccanico hanno subito, rispetto al 2019, un crollo degli ordinativi del 50%».
Ad affermarlo è stato il direttore generale di Confindustria L’Aquila-Abruzzo Interno Francesco De Bartolomeis, nel corso di una conferenza stampa in cui il nuovo direttivo provinciale giovanile dell’associazione imprenditoriale ha fatto il punto sul suo primo anno di mandato. All’incontro erano presenti la presidente di Confindustria Giovani della provincia dell’Aquila Laura Tinari, i due vice Antonella Arista e Riccardo Silvagni, il presidente regionale di Confindustria Giovani Stefano Panella e il vicepresidente di Confindustria L’Aquila-Abruzzo Interno Antonio Angelini.
«Il chimico-farmaceutico e l’aerospaziale», ha osservato De Bartolomeis, «due settori importanti del comparto industriale dell’Aquilano che durante il lockdown hanno continuato a operare, hanno in parte mitigato gli effetti disastrosi che il blocco delle attività produttive dovuto al Covid ha avuto sul tessuto economico provinciale. Ma si tratta di due eccezioni, perché la maggior parte delle aziende (più del 90%), nella fase più critica dell'epidemia, è stata costretta a chiudere e oggi chi ha riaperto lo ha fatto a scartamento ridotto. Il problema», ha aggiunto De Bartolomeis «è che a breve finiranno sia le 9 settimane aggiuntive di Cig concesse dal Decreto Rilancio, sia il blocco dei licenziamenti. Noi chiediamo che queste due misure vengano prorogate, altrimenti in autunno avremo migliaia di esuberi». Il Covid ha bruscamente interrotto anche le attività e i progetti che il nuovo direttivo di Confindustria Giovani aveva iniziato a intraprendere per portare avanti la mission con cui si era insediato un anno fa: diffondere sul territorio la cultura di impresa.
«Per le aziende è fondamentale far conoscere all’esterno cosa fanno, quali sono le loro conoscenze, le loro capacità e le responsabilità sociali», ha affermato Laura Tinari. «In questa direzione sono andate alcune nostre iniziative, come i direttivi itineranti, che ci hanno portato a organizzare le nostre riunioni non nella sede di Confindustria, ma direttamente dentro le aziende, oppure i progetti avviati con le scuole e l’alternanza scuola-lavoro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

