Confini da modificare Raccolte 11.200 firme

31 Marzo 2017

L’AQUILA. Sono arrivate a quota 11.200 le firme raccolte per le due petizioni avviate dall’associazione “Progetto montagna” per chiedere la rivalutazione dei confini Sic (Siti d’interesse...

L’AQUILA. Sono arrivate a quota 11.200 le firme raccolte per le due petizioni avviate dall’associazione “Progetto montagna” per chiedere la rivalutazione dei confini Sic (Siti d’interesse comunitario) e Zps (Zone di protezione speciale) del Parco nazionale del Gran Sasso. Una quota che va oltre ogni più rosea aspettativa per gli animatori dell’associazione, che riunisce cittadini, professionisti, operatori turistici che vogliono fare uscire il Gran Sasso aquilano dalla depressione economica e sociale in cui si trova e imprimere uno sviluppo turistico sostenibile. Le petizioni prendono le mosse dall’azione referendaria avviata nel 2015 per chiedere una consultazione popolare sulla necessità di rimodulare i confini delle aree protette, ritenuti troppo stringenti e limitanti. Referendum poi rimasto impantanato tra i risvolti burocratici (ci furono ritardi nella nomina del Comitato dei garanti che avrebbe dovuto valutare i quesiti referendari, da parte del Comune). Di qui la necessità di bypassare lo stop al referendum con due petizioni che hanno finito per ricalcare, in sostanza, i quesiti referendari. «Il segretario generale ha affidato l’iter agli uffici della Giunta, ma noi non siamo soddisfatti», ha ricordato ieri facendo il punto sulla petizione il presidente dell’associazione, Luigi Faccia, «vogliamo che a occuparsene sia il consiglio comunale e che una questione in grado di raccogliere tante firme, venga discussa in seduta pubblica». Firme che sono state raccolte per rivedere i confini esterni delle Zps del Parco secondo le nuove esigenze delle popolazioni locali e, soprattutto, per rivedere la riperimetrazione dei vincoli. «La natura non è statica», ha ricordato Fausto Tatone, «quello che si è stabilito senza interpellare le popolazioni negli anni Novanta vogliamo che, ora, venga ridiscusso, non chiediamo cementificazioni. Dobbiamo adeguare la zona, già antropizzata, allo sviluppo turistico per 12 mesi l’anno». Critiche dall’associazione anche per l’impasse in cui si trova il Piano del Parco. (m.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA