Confini del parco, va avanti l’iter per il referendum

3 Settembre 2015

L’AQUILA. Con un po’ di ottimismo il referendum per la rimodulazione dei confini del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga potrebbe essere una realtà già a primavera prossima, a maggio....

L’AQUILA. Con un po’ di ottimismo il referendum per la rimodulazione dei confini del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga potrebbe essere una realtà già a primavera prossima, a maggio. L’iter per la sua indizione è entrato nel vivo. Ieri il comitato nato ad hoc (e che annovera maestri di sci, albergatori, studenti universitari, operatori turistici) ha illustrato i contenuti dei quesiti del referendum, che verteranno sulla rimodulazione dei confini del Parco e delle Zone di protezione speciale nelle aree pedemontane e antropizzate del versante aquilano e poi la riduzione dell’estensione dei 1500 ettari dei siti di interesse comunitario (Sic) dove i vincoli ambientali sono massimi, soprattutto a Montecristo e alla Fossa di Paganica. Ad illustrarli il coordinatore del comitato promotore Luigi Faccia e i membri Gianluca Museo e Fausto Tatone. L’iter non è, però, ancora concluso. Il prossimo step sarà la costituzione del collegio dei garanti da parte della giunta comunale, al quale spetterà decidere se i quesiti sono ammissibili. Una volta ottenuto il via libera, scattano i 90 giorni di tempo necessari per raccogliere 5mila firme a sostegno della convalida del referendum. Cosa succederà se vinceranno i sì? In caso di vittoria, il consiglio comunale dovrà approvare un atto d’indirizzo che impegnerà il sindaco a fare in modo che Regione, ministero dell’Ambiente e Unione europea rendano realtà quanto deciso dai cittadini.