Coniugi terrorizzati dall’orso in giardino

24 Agosto 2018

S’imbattono nell’animale che da giorni fa razzia nei pollai: «In casa c’erano i nostri figli». Il sindaco: «Subito provvedimenti»

TRASACCO. Faccia a faccia con l’orso: serata da brivido per una coppia di coniugi di Trasacco, Gabriele Travaglini e Grazia Del Roscio, al rientro a casa, in via Pietro Gobetti, dopo un’allegra serata con gli amici. Al di là del cancello, illuminata dai fari dell’auto, si è stagliata l’ombra imponente di un plantigrado, quasi certamente l’orso Mario che da settimane compie scorribande nella zona. Dopo aver divelto la rete di recinzione, l’orso si stava aggirando vicino alla porta d’ingresso dell’abitazione dove si trovavano i due figli della coppia completamente all’oscuro dell’incursione.
«È stata una visione scioccante», racconta la donna, ancora scossa per una notte insonne, «una di quelle scene che non si dimenticano mai. Fermata la macchina, mio marito si stava accingendo a scendere per aprire il cancello, quando i fari dell’auto hanno illuminato quel gigante: era un orso che si aggirava lì dentro, a pochi passi dall’uscio. Il cuore ha iniziata a battere all’impazzata, soprattutto perché dietro alla porta c’erano i nostri figli».
Sono stati attimi di paura. L’uomo ha fatto qualche passo indietro e, dopo essere rientrato in automobile e aver messo la sicura alla portiera, ha subito telefonato ai figli per informarli del pericolo e intimare loro di restare chiusi in casa. «Poi mio marito ha contattato il padre, che abita a fianco», continua Grazia Del Roscio, «e sono riusciti ad allontanare l’animale dal giardino. Sono ancora terrorizzata, trovarci a quattro o cinque metri dall’animale, con il pensiero dei nostri due ragazzi dentro casa, è stata l’esperienza più devastante della mia vita».
L’incursione notturna, avvenuta verso le 23, è stata segnalata al Parco nazionale d’Abruzzo e ai carabinieri forestali che hanno eseguito un sopralluogo per verificare l’accaduto e l’entità dei danni. L’ennesima scorribanda dell’animale, quasi sicuramente a caccia di pollai, stavolta, oltre alle preoccupazioni della gente, registra un intervento del sindaco che chiama «l’Ente parco e i carabinieri forestali a trovare un rimedio alle scorribande dell’orso. Sono mesi che gira in paese», afferma Mario Quaglieri, «prima in periferia, ora sempre più vicino al centro, segno che bisogna intervenire per mettere fine alla situazione di pericolo prima che succeda qualcosa di grave».
L’operazione, però, non è così facile. Antonio Carrara, presidente del Parco nazionale, non si sottrae all’impegno, ma «nell’ambito del protocollo d’intesa siglato con la Regione, i Comuni e la Forestale, dove ognuno, Asl compresa, deve svolgere il proprio compito, a partire dal censimento delle fonti tropiche, ovvero i pollai, per mettere a punto un piano di messa in sicurezza. Altre strade non sono praticabili», conclude Carrara, ricordando il plantigrado morto durante la cattura, «l’orso Mario non ama i recinti».
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