Consegnato agli eredi il piastrino dell’alpino caduto in Russia

25 Aprile 2018

L’AQUILA. Sabato scorso, a Paganica, con una toccante cerimonia, è stato riconsegnato ai familiari il piastrino identificativo di Giovanni Vecchioni, l’alpino paganichese morto nel 1943 durante la...

L’AQUILA. Sabato scorso, a Paganica, con una toccante cerimonia, è stato riconsegnato ai familiari il piastrino identificativo di Giovanni Vecchioni, l’alpino paganichese morto nel 1943 durante la tragica ritirata dell’Esercito italiano dalla Russia. Hanno preso parte alla cerimonia il consigliere comunale Daniele Ferella in rappresentanza del sindaco, il colonnello Marco Iovinelli comandante del Nono Reggimento Alpini, il tenente colonnello Pietro Piccirilli, Pietro D’Alfonso, presidente sezione Ana Abruzzi, monsignor Giuseppe Molinari arcivescovo emerito, il comandante della stazione dei carabinieri di Paganica Nunzio Gentile e il viceprefetto aggiunto Giovanni Todini. Hanno partecipato le sezioni degli alpini della prima e seconda zona invitati dal capogruppo degli Alpini di Paganica, Raffaele Vivio; cittadini di Paganica e studenti delle scuole elementari e medie accompagnati rispettivamente dalla preside Lucia Di Giulio e dalla vicepreside Anna Silvia Giusti. Il piastrino identificativo dell’artigliere alpino Vecchioni è stato riconsegnato dal consigliere comunale Daniele Ferella al nipote Giovanni e alla nuora Anna De Santis alla presenza anche di altri familiari. Il piastrino di Vecchioni, dopo 75 anni dalla dichiarazione di “disperso in Russia”, è stato ritrovato nel settembre 2017 in Russia nel villaggio di Podgornoje nella regione di Voronezk, nella valle della morte di Popowka ai confini con l’Ucraina. Il suo recupero si deve a Corrado Zaino, di Popoli, che da anni ricerca piastrini e informazioni di 16 suoi compaesani dispersi nella campagna di Russia durante la Seconda guerra mondiale. Gli interventi degli ospiti, la lettura – da parte di Goffredo Palmerini – del brano “Natale ‘42” di Peppino Prisco, il ricordo di Giovanni Vecchioni da parte di Raffaele Alloggia, le musiche eseguite da Germana Rossi, hanno commosso i presenti.
Il “Coro della Portella” – di cui il figlio di Giovanni Vecchioni, Sandro, nel 1982, fu tra i soci fondatori – diretto dal maestro Vincenzo Vivio, ha chiuso la giornata. (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.