Consegnò droga a un minore, condannato

9 Aprile 2022

Un anno e sei mesi di carcere inflitti al 36enne Del Boccio. Era educatore in una casa famiglia 

SULMONA. Era finito agli arresti domiciliari dopo essere stato sorpreso in flagranza di reato, mentre cedeva una dose di stupefacente a un minore ospite di una casa di accoglienza del territorio peligno. L'altro giorno il procedimento, che vedeva coinvolto un ex educatore della casa famiglia, è approdato davanti al giudice per le udienze preliminari che al termine del rito abbreviato ha condannato il giovane a un anno e sei mesi di reclusione. Si tratta di Silvio Del Boccio, 36 anni, finito sotto processo con l’accusa di aver venduto stupefacenti ad un minore. Ma nel corso dell'udienza è caduta l’aggravante per l'ex educatore in quanto il Gup del Tribunale di Sulmona, Ciro Riviezzo, ha riconosciuto la lieve entità del fatto, perché non ci sarebbe stato scambio di denaro tra l'imputato e il minore. Insomma, Del Boccio avrebbe ceduto la sostanza senza pretendere in cambio denaro.
Tutto ciò non è bastato però, a evitare la condanna a un anno e mezzo di reclusione. La vicenda risale al 26 agosto del 2020, quando il giovane fu sorpreso, come detto, mentre cedeva una dose di sostanza stupefacente ad un minore. Nella successiva perquisizione, i finanzieri trovarono sul balcone dell'appartamento, dove viveva il 36enne, nove piante di canapa indiana sul balcone di casa.
Una piccola piantagione che gli uomini delle Fiamme Gialle individuarono insieme a 6 grammi di marijuana e 1 grammo di hashish, oltre a materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente. Quel giorno per l'ex educatore della casa famiglia, furono disposti gli arresti domiciliari. Nel corso dell'udienza preliminare il legale del 36enne, l'avvocato Maria Grazia Lepore, ha chiesto di poter chiudere subito il procedimento giudiziario con il rito abbreviato contestando anche l'accusa di spaccio in quanto non ci sarebbe stato passaggio di denaro. Obiezione accolta dal giudice che ha fatto cadere l'accusa di cessione di droga a minori. Tuttavia, gli indizi di colpevolezza, soprattutto per quanto riguarda la coltivazione di canapa indiana e il ritrovamento di materiale idoneo al confezionamento di dosi di sostanza stupefacente, hanno portato il giudice a pronunciare la sentenza di condanna per l’imputato. Un anno e sei mesi di reclusione invece dei tre anni chiesti dal pubblico ministero. (c.l.)