Consigliera condannata per estorsione

26 Marzo 2019

Cinque anni di reclusione alla Stati, presunti illeciti su aste immobiliari. L’avvocato-assessore Casciere: «Prove inesistenti»

AVEZZANO. Una condanna destinata a fare rumore negli ambienti politici di Avezzano quella che vede protagonista la consigliera comunale Arianna Stati, vicina alla Lega e fedelissima dell’assessore Leonardo Casciere. Per il giudice è colpevole di estorsione in una vicenda su presunti illeciti nelle aste immobiliari e così le ha inflitto una pena di cinque anni e un mese di reclusione, l’interdizione dai pubblici uffici e il pagamento di una multa. Una spina per l’amministrazione De Angelis che può avere risvolti sul futuro assetto del consiglio.
I FATTI. Tutto iniziò 12 anni fa quando la Finanza scoprì una rete di titolari di agenzie immobiliari che secondo l’accusa cercava di influenzare i proprietari delle case all’asta chiedendo soldi per non partecipare agli incanti. Una maxi inchiesta che vide coinvolti, tra gli altri, Gregorio Pallante, di Tivoli, condannato sempre dal tribunale di Avezzano, anche lui per estorsione, a 5 anni e al pagamento di una multa di 516 euro, oltre all’interdizione dai pubblici uffici, e un ex sindacalista ed ex amministratore comunale, scomparso nel 2015, arrestato all’epoca dei fatti.
«NESSUNA PROVA». La condannata alla Stati è stata inflitta dal giudice monocratico Daria Lombardi. «La mia cliente», ha precisato l’avvocato Leonardo Casciere, che ricopre anche il ruolo di assessore al Comune di Avezzano, «è stata condannata per un reato che risale al 2005-2006 e assolta per altri quattro capi di imputazione identici. La vicenda in cui è stata coinvolta riguarda le aste giudiziarie, dove è stata ritenuta sussistente una estorsione, senza che vi fosse una prova della sua responsabilità, avendo il giudice agganciato la sua decisione alle dichiarazioni delle persone offese, senza riscontri di sorta. Inoltre, doveva essere ravvisata la sola ipotesi di turbativa d’asta, che contiene gli stessi elementi dell’estorsione». L’avvocato Casciere è certo che la Stati doveva essere assolta e per questo proseguirà l’iter giudiziario per dimostrare la sua innocenza: «È mia forte convinzione che la Stati doveva essere assolta dall’estorsione, reato per me inesistente, anche perché le parti lese dovevano concorrere con la mia cliente nel reato di turbativa, con la conseguenza della inutilizzabilità delle loro dichiarazioni, dovendo essere sentite come coimputate dello stesso reato e alla presenza di un difensore. È garanzia assoluta che la Stati saprà dimostrare la sua innocenza dinanzi alla Corte d’Appello, non avendo io rinvenuto dagli atti del processo neanche elementi indiziari della sua colpevolezza. D’altra parte il suo comportamento è stato sempre improntato a correttezza e scevro da profili penali. Infine: è eticamente corretto condannare un qualsiasi cittadino dopo 13-14 anni dalla commissione del reato?».
I RISVOLTI POLITICI. La Stati, 44 anni, dipendente di LFoundry ed ex sindacalista Cisl, si è candidata alle elezioni comunali del 2017 con la lista “Progetto Leonardo Casciere” ottenendo 115 voti. Prima dei non eletti, è rimasta in panchina fino a quando Casciere, nel post-anatra zoppa, dai banchi dell’opposizione è passato direttamente a quelli della giunta liberando di fatto un posto, andato appunto alla Stati. Era il marzo di un anno fa. Come Casciere, poi, è passata in maggioranza e ha aderito alla Lega. Secondo la Legge Severino, la Stati, essendo interdetta dai pubblici uffici, dovrebbe lasciare il consiglio comunale. Il suo posto verrebbe rimpiazzato da Bruno Cusmano. Candidato alle scorse comunali sempre con “Progetto Leonardo Casciere", Cusmano ha ottenuto 81 voti. Attivo nell’associazionismo, l’uomo è presidente del Comitato via Nuova messo in piedi per dire «no» all’abbattimento dello storico forno.
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