Consigliere assente, salta il voto Biondi infuriato: «Ora è fuori»

Senza Daniele D’Angelo di Noi Moderati cade il numero legale per l’approvazione del rendiconto 2022 In ballo la sua richiesta di un posto da assessore. L’opposizione: «In aula sono successe cose gravi»
L’AQUILA. La bufera nella maggioranza del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi è scoppiata che nessuno se l’aspettava. All’ultimo punto all’ordine del giorno del consiglio comunale di ieri, quello sul rendiconto di bilancio del 2022, la cui approvazione sembrava cosa scontata. Invece, alla votazione di un atto preliminare – l’emendamento del sindaco – hanno partecipato solo 16 consiglieri, mentre il numero minimo è 17. Pochi minuti prima, infatti, aveva lasciato l’aula Daniele D’Angelo, consigliere di maggioranza del gruppo Noi Moderati. Ufficialmente per motivi di lavoro. Ma di fatto facendo saltare il voto e sospendere la seduta. Si riproverà a votare questa mattina alle 10. Sempre che la notte riesca a riportare il sereno. Biondi ha chiesto la testa del consigliere direttamente al presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi.
LA FURIA DI BIONDI
La presa di posizione del sindaco è stata immediata. «L’uscita dall’aula da parte del consigliere Daniele D’Angelo ha comportato il venir meno del numero legale proprio al momento dell’approvazione di un provvedimento importante per il regolare svolgimento delle attività del Comune. Un atto che, peraltro, certifica la bontà dell’azione amministrativa», ha detto. «Per tale ragione, d’intesa con i capigruppo delle forze e dei partiti di centrodestra, ho provveduto a chiedere formalmente all’onorevole Lupi di revocare al consigliere D’Angelo la possibilità di utilizzo del simbolo di una formazione che è convintamente e coerentemente all’interno della coalizione che esprime il governo nazionale. Contestualmente si è convenuta la sospensione dello stesso D’Angelo dalla maggioranza del governo cittadino in attesa del provvedimento da parte dei vertici del movimento centrista».
IL PARTITO PRENDE LE DISTANZE
D’Angelo ha deciso di non commentare la vicenda, aspettando un intervento di Lupi. Ma il coordinatore regionale di “Noi moderati” Paolo Tancredi si è smarcato. «Dobbiamo approfondire quanto accaduto, ma posso dire che il movimento non era d’accordo su un’azione del genere», ha commentato a caldo, continuando: «Non è un segreto che rivendichiamo un posto di giunta, però in un confronto cordiale e confermando un forte sostegno alla maggioranza Biondi. Se quella di D’Angelo è stata una presa di posizione politica, è stata quindi del tutto personale».
LA BAGARRE DELL’OPPOSIZIONE
Già all’inizio della seduta, in realtà, c’era stata bagarre per l’assenza in aula di altri due consiglieri di maggioranza, Luigi Faccia e Fabio Frullo. I due sono poi rientrati, permettendo di approvare gli elenchi dei beni mobili e immobili di proprietà del Comune e il rendiconto del Centro servizi anziani. Ma facendo scoppiare le proteste dell’opposizione. «In maggioranza hanno fatto in modo di rispondere al posto dei consiglieri assenti, un fatto grave», ha attaccato Lorenzo Rotellini in una nota, «prenderemo tutti i provvedimenti necessari». È intervenuto anche Paolo Romano: «In consiglio erano presenti commercianti del centro storico: la situazione è sempre più complessa. Hanno invece assistito a una brutta pagina di mancata democrazia. Una castrazione politica».
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