Consiglio compatto: no al rimboschimento dell’area devastata

9 Settembre 2017

SULMONA. No al rimboschimento, ma lasciare che la montagna e la natura compiano il loro corso, favorendo un naturale e fisiologico ripristino della vita del Morrone, anche per evitare speculazioni di...

SULMONA. No al rimboschimento, ma lasciare che la montagna e la natura compiano il loro corso, favorendo un naturale e fisiologico ripristino della vita del Morrone, anche per evitare speculazioni di qualsiasi natura.
La seduta del consiglio comunale sull’incendio del Morrone, che aveva creato tante polemiche nei giorni scorsi e che era partito con le pesanti accuse del sindaco Annamaria Casini nei confronti dei consiglieri di opposizione, «colpevoli di aver portato attacchi vili e senza scrupoli, cercando di speculare su una tragedia del territorio», si è chiuso a sorpresa con il fronte compatto. Maggioranza e opposizione, insieme, hanno sottoscritto un ordine del giorno in cui si dice «no» al rimboschimento della montagna. Documento che il sindaco Casini porterà con sé nella riunione che il presidente della regione Luciano D’Alfonso ha già fissato per la prossima settimana, in cui si parlerà proprio dell’incendio del Morrone e delle azioni per la fase successiva all’emergenza. In apertura di seduta il sindaco aveva puntato l'indice contro quanti hanno accusato gli amministratori comunali e coloro che operavano nell’emergenza, con «pesantissimi commenti sui social network. Un conto è dissenso e opposizione, altro è odio sociale», è andato giù duro il sindaco, risvegliando l'antica verve di un appisolato Bruno Di Masci, il quale ha rimproverato il primo cittadino di avere «sbagliato i toni nel bollare come inopportuna una legittima richiesta di consiglio comunale». Un’assise civica che ha riservato attacchi anche al presidente del Parco Maiella, Franco Iezzi, chiamato in causa dal consigliere di maggioranza Mauro Tirabassi «per non aver mai attuato il piano antincendio approvato nel 2015».(c.l.)
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