Consiglio comunale, tensioni sul Cogesa
SULMONA. Il consiglio comunale si unisce sulla sanità, ma si spacca sulle vicende legate al Cogesa. Dopo una partenza tranquilla, con l’approvazione senza discussione del rendiconto di bilancio, l’aul...
SULMONA. Il consiglio comunale si unisce sulla sanità, ma si spacca sulle vicende legate al Cogesa. Dopo una partenza tranquilla, con l’approvazione senza discussione del rendiconto di bilancio, l’aula si è improvvisamente accesa sugli altri punti all’ordine del giorno. Le scaramucce sono state innescate sulla situazione in seno alla coalizione che sostiene la maggioranza, che secondo l’opposizione «non vive una situazione tranquilla» perché «il patto sottoscritto da Casini e Di Masci sta fallendo». Tutti uniti, invece, sul fronte della sanità, nonostante le tante assenze in aula: mancava il sindaco che dopo l’approvazione del rendiconto ha dovuto lasciare il consiglio per motivi familiari, come erano assenti molti altri consiglieri, sia sui banchi della maggioranza che dell’opposizione. Sulla sanità infatti il consiglio comunale ha riproposto all’unanimità la necessità del riconoscimento dell’ospedale di Sulmona, come ospedale di primo livello, con annessa deroga per il punto nascita, per quelle motivazioni ripetute da anni. «Senza il primo livello cadrebbe ogni speranza per il futuro dell’ospedale», hanno detto all’unisono i consiglieri di minoranza. Alla fine, evidenziando anche l’impegno che consiglieri regionali e parlamentari del territorio dovranno dare per questa battaglia, il documento sulla sanità è stato approvato dall’intera assemblea. La lite è esplosa sul Cogesa e sulla necessità che l’assessore Stefano Mariani, finito sotto inchiesta, lasci la delega alle Partecipate. La discussione ha avuto momenti assai tesi, soprattutto tra i consiglieri Pingue e Ramunno. Alla fine però l’ordine del giorno non è stato nemmeno messo ai voti, restando solo come simbolica esortazione rivolta al sindaco. (c.l.)
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