Consiglio di fuoco Il Pd: «Dimettetevi, non siete all’altezza»

Ma la maggioranza vuole andare avanti: «Ora più che mai i cittadini hanno bisogno di riferimenti istituzionali»
CELANO. La maggioranza si dice pronta ad andare avanti nonostante l’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco Settimio Santilli e del vice Filippo Piccone, mentre l’opposizione chiede nuove elezioni e la costituzione come parte civile del Comune qualora si arrivasse al rinvio a giudizio degli indagati sostenendo che avrebbero causato «un danno al Comune». È quanto emerso nel turbolento consiglio di ieri pomeriggio a Celano, il primo dopo il ciclone giudiziario che ha visto la procura di Avezzano chiedere e ottenere 8 arresti e 25 misure restrittive.
Il primo a intervenire dopo la surroga dei consiglieri dimissionari Piccone e Barbara Marianetti, sostituiti da Valeriano Fidanza e Dino Iacutone, è stato Calvino Cotturone, a più riprese interrotto dal presidente del consiglio Silvia Morelli. Dopo aver ringraziato «i carabinieri del nucleo investigativo dell’aquila diretti dal maggiore Edoardo Commandé per il lavoro svolto in questi anni al fine di garantire la legalità anche a Celano», il segretario del Pd ha chiesto le dimissioni del sindaco «che non poteva non sapere» e dei consiglieri della passata legislatura ora in carica «poiché probabilmente al corrente della situazione, e se ignari di tutto allora non all’altezza di svolgere il compito di consiglieri». Netta la replica della maggioranza.
«Non intendiamo assolutamente rassegnare le dimissioni», ha replicato Lisa Carusi, «ma andare avanti nella convinzione che ora più che mai serva compattezza e unione per affrontare questo momento di criticità. I celanesi hanno bisogno ancora adesso di punti di riferimento a livello istituzionale e le dimissioni dei consiglieri e il conseguente scioglimento del consiglio provocherebbe uno scollamento della comunità dal governo della città. L’opposizione», ha concluso, «ha invece approfittato di questa situazione formulando giudizi aprioristici in dispregio del principio istituzionale della presunzione di innocenza». Il capogruppo di opposizione Gesualdo Ranalletta, anche lui interrotto più volte, ha affermato che Morelli «continua a fare il presidente della maggioranza e non del consiglio. Non possiamo fare finta di nulla», ha aggiunto, «le ipotesi sono due: si dimette il sindaco e si scioglie il consiglio oppure non si dimette ma avremo comunque un sindaco segnato, con l’amarezza, la paura di nominare un vice inesperto, dipendenti impauriti, con il rischio di conferma delle accuse. Intanto Celano avrà perso tempo e terreno. In entrambi i casi», ha concluso, «non sarà più come prima e allora meglio prendere coscienza di quanto accaduto, invitare il commissario a guidare la città per sei mesi e ripartire da zero».
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