Consorzio dell’acqua, stangata da 12 milioni

7 Marzo 2018

Arriva l’ennesima ingiunzione di pagamento. Richiamo dai vertici: «Ruolo responsabile della politica»

AVEZZANO. Notificato ai Comuni marsicani il decreto ingiuntivo da 12 milioni 950mila euro nei confronti del Cam. Si tratta di un atto di pignoramento che rischia di ricadere sui Comuni costretti a pagare al creditore Gala srl la somma richiesta. Di conseguenza tutto ciò porterebbe il Cam al fallimento. L’unica ancora di salvataggio è il concordato preventivo in continuità presentato al tribunale di Avezzano che per il momento mette al riparo dal pignoramento e che, se approvato, porterà a un tentativo di risanamento attraverso la continuazione dell’attività. La procedura concorsuale a cui è ricorso il Consiglio di sorveglianza presieduto da Alessandro Pierleoni ha bloccato, per ora, l’iter che altrimenti avrebbe portato all’esecuzione diretta dei pignoramenti. Nel frattempo, un appello all’unità dei sindaci e a tenere un atteggiamento costruttivo arriva dal consiglio di gestione secondo cui serve «un ruolo alto e responsabile della politica». Una posizione assunta insieme ai dipendenti, che hanno espresso la loro linea tramite le rappresentanze sindacali nel corso di un incontro congiunto. «Il Cam», spiegano dal consiglio, composto da Manuela Morgante e Armando Floris, «ha avviato da mesi un’opera di profonda riorganizzazione dell’assetto interno, dei ruoli e delle responsabilità insieme ad un lavoro approfondito di verifica dei conti. Entrambe mirano a poter scegliere le opzioni migliori avendo presente un quadro chiaro e veritiero della situazione e a migliorare significativamente efficienza, efficacia e cultura organizzativa. L’obiettivo è quello di ristrutturare i debiti garantendo la par condicio creditorum, la continuità aziendale, l’erogazione del servizio agli utenti e la salvaguardia di 120 lavoratori. Per raggiungere tale traguardo, difficile ma possibile, occorre un ruolo responsabile della politica e degli attori più significativi del territorio. L’azienda, nella sua storia, ha spesso operato tra le polemiche che non hanno agevolato il miglioramento dell’organizzazione. È normale che vi siano reazioni e valutazioni su una situazione oggettivamente complessa, ma è anche auspicabile un ruolo diverso e più utile dei rappresentanti istituzionali, per tutelare un servizio essenziale e il destino di 120 famiglie».
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