Consorzio di bonifica martedì l’elezione di presidente e giunta

8 Aprile 2017

Il direttore Lerza: «Nessun ricorso sugli eletti in consiglio Tra qualche giorno l’ente potrà programmare le attività»

PRATOLA PELIGNA. Il Consorzio di bonifica Aterno-Sagittario, con sede a Pratola Peligna, si avvia alla votazione per l’elezione del presidente e della giunta. La seduta elettiva è stata convocata per martedì alle 10,30 nella sede di via Trieste nel centro peligno. «Non ci sono stati ricorsi e tutti hanno accettato la rosa degli eletti delle ultime votazioni», ha detto il direttore dell’ente, Virgilio Lerza, «quindi abbiamo convocato l’elezione per martedì, così da poter ridare una nuova giunta al Consorzio e programmare le attività da mettere in campo». In particolare, dovranno essere eletti il presidente, il vice e tre componenti della giunta. La scelta deve avvenire tra gli eletti al consiglio che hanno vinto le elezioni dello scorso marzo. Consiglio composto da Marco Iacobucci, che è stato il più votato e che ha già ricoperto il ruolo di presidente, Tonino De Santis, Carlo Di Ruscio, Fortunato Zaccardelli, Fiorenzo Schiavitti ex presidente del Consorzio, Adelmo Castagna, Salvatore Ezio Zavarella e Nicola Enio Cianfaglione. A loro si aggiungono le persone indicate dalla Regione: Giovanni Salutari, Ernesto Zuffada, medico veterinario dell’Asl e Angelo Palombizio, mentre non è stato nominato il sostituto alla dimissionaria Alessandra Vella che ha lasciato dopo la sua elezione al Comune di Sulmona. Determinanti, per l’esito del voto, saranno i rapporti politici e gli accordi presi tra i diversi schieramenti in corsa per la guida del Consorzio, nel corso della campagna elettorale. Tra i papabili spuntano Zuffada e Zavarella, sui quali potrebbero convergere i voti sia dei delegati regionali sia dei rappresentanti sindacali. Il Consorzio di bonifica Aterno-Sagittario ha un passivo di oltre 900mila euro. Il debito, negli ultimi anni, si è ridotto, ma per evitare il rincaro sulle quote consortili degli oltre 22mila iscritti, molto probabilmente si dovrà ricorrere a un intervento della Regione e magari all’attivazione delle centrali idroelettriche, come quella di Raiano. In questo modo, l’ente potrebbe incassare soldi dalla vendita di energia elettrica e ripianare così il debito, evitando di gravare sulle tasche dei consorziati o sulle casse della Regione.

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