Consorzio di bonifica È scontro su incarichi e nuove assunzioni

Nel mirino anche il rinnovo del contratto al direttore Il presidente Zuffada risponde annunciando le dimissioni
SULMONA. Dura presa di posizione della Confagricoltura provinciale contro le nomine eseguite dal presidente del Consorzio di bonifica bacino Aterno e Sagittario, Ernesto Zuffada, che nel frattempo ha annunciato le sue dimissioni. I provvedimenti contestati sono tre: il primo porta la data del 7 febbraio, gli altri due quella del 13. E consistono nell’emanazione di un avviso pubblico per assumere un avvocato, il cui costo complessivo annuo è di 75.500 euro, nell’avvio della procedura per assumere a tempo indeterminato due operai (costo complessivo annuo di circa 40mila euro) e, nel rinnovo «con tre mesi di anticipo dell’incarico al direttore per un costo complessivo di oltre 630.000 euro per cinque anni». «Sono decisioni sbagliate nel metodo», scrive Confagricoltura, «perché rappresentano un affronto al nuovo presidente della Regione e ai nuovi consiglieri regionali. Il presidente Zuffada, nominato dalla precedente amministrazione decade, per legge, all’atto di insediamento del nuovo consigliore gionale», afferma Fiorenzo Schiavitti consigliere di opposizione in rappresentanza di Confagricoltura L’Aquila. «Entrando nel merito dei provvedimenti ribadiamo il no alla proroga di 5 anni al direttore, la cui retribuzione è stata contestata già all’atto della sua nomina. Inoltre, siamo sconcertati alla proposta di assunzione di un avvocato quando al Consorzio servono ingegneri e geometri». Confagricoltura fa notare che «l’imponente impegno di spesa non è stato previsto nel bilancio di previsione 2019 e che, contrariamente a quanto affermato da Zuffada, il bilancio 2018 si è potuto chiudere solo perché la Regione ha prestato all’Ente 800mila euro da restituire in rate annuali».
«Sono decisioni inaccettabili, quelle assunte dal presidente Zuffada e spiace che abbiano avuto l’assenso dei rappresentanti espressione di Cia e Coldiretti», tuona Stefano Fabrizi direttore di Confagricoltura L’Aquila. «Facciamo appello ai nuovi governanti perché chiedano la revoca in autotutela di questi provvedimenti. Chiediamo agli agricoltori e ai proprietari di protestare contro tali nomine. Da parte nostra contesteremo in tutte le sedi tali provvedimenti e sottoporremo alla Corte dei Conti le relative delibere». Immediata la replica della Cia (L’Aquila-Teramo) che afferma «di aver preso le distanze da quanto stabilito dal Consorzio di bonifica», giudicando tali decisioni «come un vero e proprio affronto pesante a tutti i consorziati e al mondo agricolo in particolare».
Intanto il presidente del Consorzio di bonifica si riserva di dire la sua in una conferenza stampa. Ma ha anche convocato per mercoledì il consiglio dei delegati con all’ordine del giorno proprio le sue dimissioni.
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