Consulta commercio Bufera per i requisiti di ammissione
L’AQUILA. Chi ha liti o provvedimenti pendenti con il Comune, non può sedersi al tavolo della Consulta per il commercio. «Un atto incostituzionale, che lede il diritto di partecipazione sancito...
L’AQUILA. Chi ha liti o provvedimenti pendenti con il Comune, non può sedersi al tavolo della Consulta per il commercio. «Un atto incostituzionale, che lede il diritto di partecipazione sancito dalla Costituzione». L’avvocato Cesidio Gualtieri, presidente dell’associazione “L’Aquila centro storico”, la prima nata, a maggio 2018, per raccogliere istanze ed esigenze dei residenti, commercianti e liberi professionisti tornati dentro le mura storiche dopo il sisma, definisce così il regolamento della Consulta del commercio, approvato dal consiglio comunale, a luglio scorso. L’atto prevede che, insieme alla documentazione, associazioni ed enti che intendono aderire alla Consulta presentino la dichiarazione del legale rappresentante che attesta l’assenza “a suo carico, e degli associati, di procedimenti e provvedimenti penali, né che gli stessi abbiano liti pendenti, in quanto parti di un procedimento civile o amministrativo con il Comune”. L’associazione farà domanda di accesso alla Consulta, «anche se è evidente che ci possono essere decine di procedimenti amministrativi in atto», dice Gualtieri. A fronte di un diniego, impugnerà il provvedimento «a tutela del diritto alla partecipazione e degli scopi stessi dell’associazione, ben individuati nell’atto costitutivo. Il punto dolente», fa notare Gualtieri, «riguarda proprio la dichiarazione di non avere contenziosi pendenti con l’amministrazione. Un provvedimento gravissimo, quello adottato dal consiglio comunale, che lede la possibilità costituzionale alla partecipazione, tra l’altro semplicemente consultiva. Il legale rappresentante viene, addirittura, posto nelle condizioni di chiedere a ciascun associato se ha o meno procedimenti in atto, violando la sfera della privacy». Gualtieri rileva come «la richiesta sia tanto più singolare, in quanto l’attività delle associazioni è di mero supporto all’amministrazione. Di esigenze e suggerimenti ne abbiamo molti, come residenti, commercianti e professionisti che vivono il centro, ma va data la possibilità di dialogare che, con questo atto, è stata definitamente impedita. A fronte di tanto rigore, il Comune firma protocolli d’intesa con legali rappresentanti e presidenti di enti per iniziative e contributi, nonostante tra gli stessi presidenti e l’amministrazione ci siano importanti contenziosi in atto».

