Contabilizzatori montati male al Progetto Case
Una delibera del Comune svela il mistero dei dispositivi per la rilevazione dei consumi
L’AQUILA. È guerra di cifre sui contabilizzatori che servono a calcolare i consumi individuali negli alloggi del Progetto Case. Secondo l’assessore Giovanni Cocciante ci vogliono circa sette milioni per installare i dispositivi, ma qualcuno ricorda che, in realtà, tutti gli appartamenti dovrebbero esserne dotati già dall’origine. È il caso di Patrizio Panella, tecnico del settore, secondo il quale «per l’adeguamento bisogna soltanto installare, se non presenti, due contabilizzatori di calore generali a ogni centrale termica di ciascuna delle 200 palazzine» . Uno per il riscaldamento, sostiene l’esperto, l’altro per l’acqua calda sanitaria. Ovviamente va verificato il corretto funzionamento dei vari contatori, e qui arrivano le dolenti note. In una delibera adottata dalla giunta lo scorso 3 giugno, infatti, si scopre l’arcano in merito ai famosi contabilizzatori, oggetto di una verifica che si è conclusa a novembre 2015. Nella relazione, trasmessa solo a marzo 2016, si legge: «In molti casi i calorimetri hanno subito manomissioni, quali la rottura delle sonde di temperature di mandata e ritorno, la rottura dei pulsanti per accedere al menù, il taglio dei cavi di collegamento. In un caso (a Coppito 2), i contabilizzatori sono stati addirittura bruciati tramite esposizione alla fiamma viva». Ma non basta. «La maggior parte dei contatori di marca Ista», si legge nella delibera, «risulta essere stata installata in posizione errata in fase di primo montaggio, per cui le letture effettuate sono totalmente errate. Ciò comporta la necessità idraulica di sostituire gli strumenti, ma anche di intervenire a livello di installazione sulla tubazione corretta. Quasi tutti i contabilizzatori di marca Zenner presentano un codice di errore che indica una lettura potenzialmente errata da parte degli strumenti; molti contatori volumetrici risultano intasati, cosa che determina errori diffusi nelle registrazioni». E infine la classica ciliegina sulla torta. «I contabilizzatori dovevano essere sottoposti a verifica metrologica della strumentazione ogni 5 anni, operazione che a oggi, oltre a essere irrealizzabile presso laboratori in Italia, risulta essere più onerosa della sostituzione stessa degli strumenti». Poco importa, dunque, se “solo” il 32% dei contabilizzatori è rotto, manomesso, o addirittura montato al contrario, visto che anche quelli che funzionano non sono attendibili, «sia perché non sono stati sottoposti a verifica metrologica, sia perché sono intasati». E la domanda è sempre la stessa: quando il Comune ha “accettato” il Progetto Case dalla Protezione civile, sapeva che il complesso versava in queste condizioni?
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