Contagiata da trasfusione, pagherà lo Stato

12 Maggio 2016

Il giudice ordina di risarcire con 100mila euro i familiari di una donna di Cerchio morta alcuni anni fa

AVEZZANO. Aveva contratto l’epatite C dopo una trasfusione di sangue infetto. Poi era morta dopo diversi anni. Ora i familiari di una donna di Cerchio riceveranno dallo Stato circa 100mila euro di risarcimento per quel contagio.

Lo ha deciso il tribunale di Avezzano, con una sentenza del giudice del lavoro, Massimo Valenza.

I familiari della donna, secondo la sentenza, dovranno ricevere una indennità calcolata negli anni di vita della marsicana, E.D.G., dal contagio fino alla morte, oltre agli interessi. La condanna è stata emessa nei confronti del ministero della Salute che dovrà pagare anche le spese legali. La vicenda ha inizio negli anni Novanta quando la paziente fu ricoverata per dei problemi di insufficienza renale. Fu costretta anche a delle trasfusioni a causa del peggiorare delle sue condizioni. La terapia funzionò e la marsicana fu dimessa recuperando a pieno.

Dopo alcue analisi, però, si accorse che quelle trasfusioni, avvenute nel 1990, l’avevano contagiata dal virus dell’epatite C. La donna ebbe dei problemi a causa della malattia e, nel 2002, all’età di 65 anni, morì per diverse cause, quindi non solo per aver contratto l’epatite. I familiari decisero però di denunciare lo Stato per aver utilizzato sangue infetto nelle trasfusioni, avvenute all’ospedale di Avezzano.

Ci fu un lungo procedimento civile e oggi, a ben 14 anni di distanza, cioè dalla morte della loro cara, hanno ottenuto un risarcimento. La somma non è stata ancora stabilità con precisione ma si tratta di circa 100mila euro. La famiglia era assistita dall’avvocato Franco Paolini che ha seguito tutto l’iter. Per questo tipo di vicende i procedimenti giudiziari vanno spesso avanti per decenni. Un’altra sentenza dello stesso genere, con un risarcimento più consistente, è stata emessa nei giorni scorsi dalla corte d’Appello dell’Aquila e riguardava sempre un marsicano. I familiari hanno ottenuto ben 700mila euro dal Ministero. In questo caso, però, era stato proprio il contagio avvenuto durante la trasfusione a provocare, dopo alcuni anni, la morte del paziente. Il decesso, infatti, era avvenuto proprio a causa dell’epatite C, virus che si trovava all’interno del sangue utilizzato. (p.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA