Conte, bagno di folla sul Corso: «Salviamo i tribunali d’Abruzzo»

Il leader 5 Stelle ed ex premier scommette su Di Piero. Incontro con Gravina, presidente della Figc Si commuove davanti all’Annunziata: «Venivo qui da bambino. Il metanodotto? No alle imposizioni»
SULMONA. È arrivato a piedi fin sotto al palazzo dell’Annunziata. Poi con il naso all’insù, guardando la facciata del monumento principe della città, ha detto: «È una grande emozione tornare a Sulmona dopo tanti anni. Una città a cui sono molto legato e che ricordo con affetto fin da bambino». Sono state queste le prime parole dell’ex premier e attuale presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ieri in città in una delle tappe del suo tour abruzzese, a sostegno della lista pentastellata e del candidato sindaco del centrosinistra Gianfranco Di Piero per le prossime amministrative del 3 e 4 ottobre.
Corso Ovidio pieno di persone, tutte con gli smartphone pronti per strappare una foto con l’ex premier che ancora oggi, a distanza di mesi dalla caduta del suo governo, gode di popolarità. Ma la prima stretta di mano, Conte l’ha data al procuratore Giuseppe Bellelli, che lo ha letteralmente bloccato all’inizio del corso cittadino, per parlargli del tribunale di Sulmona e per l’importanza che ricopre per l’intero territorio. «Avevamo introdotto una soluzione normativa che ci è stata cassata», ha detto Conte, «torneremo a farci sentire, perché riteniamo che quello della geografia giudiziaria è un problema serio: i cittadini e gli operatori giudiziari devono percorrere un’ora e mezza per chiedere giustizia? Siamo nella condizione di assoluto disagio. Stiamo accelerando i processi, stiamo investendo su strutture, personale e magistrati, poi però se le distanze sono queste non è che possiamo rendere il servizio giustizia non a misura del cittadino». E sono i cittadini, davanti alla scalinata dell’Annunziata, che gli rivolgono applausi quando risponde sulla questione del metanodotto Snam e della centrale di compressione che si vuole realizzare a Case Pente. «La transizione ecologica va fatta con i cittadini, non deve essere un’imposizione dall’alto altrimenti non è transizione ecologica», sottolinea Conte, «va fatta come oggi, ascoltando i cittadini, cercando di capire quali sono le reali esigenze di questa comunità. Se uno Stato pensa di raggiungere la neutralità climatica a colpi di imposizioni, al di là del caso specifico della centrale Snam di Sulmona, non si va da nessuna parte. Bisogna diffondere la cultura integralmente ecologica attraverso le rinnovabili pulite e dobbiamo farlo partecipando insieme e coinvolgendo le comunità nei progetti verdi. Ad esempio, sono venuto qui a parlare di comunità energetiche e dobbiamo arrivare a far sì che tutti i condomini producano energia, per risparmiare sui costi. È quello il nostro futuro».
Poi Conte ha parlato della fondamentale importanza per lo sviluppo del territorio della linea ferroviaria veloce. Ai piedi dell’Annunziata, Conte ha incontrato il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, sulmonese d’adozione e, come l’ex premier, pugliese d’origine. «Insieme agli azzurri ci hai fatto sognare», afferma Conte sollevando al cielo le braccia di Gravina. Quindi l’appello agli elettori «a non votare parenti e amici ma un’idea di futuro e progetti concreti». Prima di congedarsi da Sulmona, ha incontrato un cugino di sua madre, il giornalista Valerio Rosano, il quale gli ha donato una pubblicazione.
Nello stesso momento in cui Conte sfilava in città, nella sede elettorale della coalizione del centrodestra parlava il vicesegretario della Lega, Andrea Crippa, arrivato a Sulmona per sostenere la candidatura di Vittorio Masci. Crippa ha invitato i suoi amici di coalizione a lavorare sugli indecisi lanciando un appello ai cittadini: «Quello di ottobre è un voto storico che ricadrà sul futuro della città: si vota per la vita o per la morte del territorio».
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