Contrabbando di abiti cinesi Assolta un’imprenditrice

3 Maggio 2019

AVEZZANO. È stata assolta perché il fatto non sussiste. Questa la decisione del tribunale di Avezzano nei confronti di Zhao Xiaoye, 40 anni, imprenditrice di nazionalità cinese, accusata di...

AVEZZANO. È stata assolta perché il fatto non sussiste. Questa la decisione del tribunale di Avezzano nei confronti di Zhao Xiaoye, 40 anni, imprenditrice di nazionalità cinese, accusata di contrabbando doganale ed elusione dal pagamento dell’Iva pari a circa 179mila euro, reato per il quale è prevista una pena da 3 a 5 anni di reclusione, oltre a una multa pari anche a 10 volte i diritti del valore oggetto del contrabbando. I fatti risalgono al maggio 2013 quando, a seguito di un controllo dell’Agenzia delle dogane di Avezzano, venne eseguita una verifica per l’importazione nel territorio nazionale di oltre 60mila paia di pantaloni, dichiarando un prezzo cinque volte inferiore. Il caso era di competenza del tribunale di Avezzano. Dopo il rinvio a giudizio, l’imprenditrice è finita sotto processo e il giudice Marco Sgattoni ha accolto la tesi difensiva dell’avvocato Roberto Verdecchia secondo cui «l’accertamento doganale era privo di prove certe e inconfutabili». (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.