Contratti disdetti nei cantieri Frattale: ricostruzione a rischio

19 Marzo 2022

L’allarme del presidente dei costruttori edili: «Nessuna impresa può reggere il rincaro dei materiali» «Troppe speculazioni e truffe. Siamo a un punto cruciale per il settore strategico del rilancio nazionale»

L’AQUILA. «Arrivano le prime segnalazioni di disdette dei contratti nei cantieri della ricostruzione dovute al problema del rincaro indiscriminato dei materiali edili, dell’impennata selvaggia delle materie prime e dell’esplosione dei costi dell’energia causati alla pandemia prima, dalla guerra in corso poi, quando non da spregiudicate speculazioni e truffe». A lanciare l’allarme è Gianni Frattale, presidente dell’Associazione nazionali costruttori edili (Ance) dell’Aquila all’indomani delle ultime consultazioni coi principali soggetti della filiera dell’edilizia e i responsabili della compilazione dei prezzari e del loro aggiornamento a una situazione fuori controllo.
«Nessuna impresa può reggere una tempesta perfetta a impatto così rapido e devastante e questo mette a rischio sia la ricostruzione pubblica e privata del post sisma che tutte le opere del Pnrr», osserva Frattale, «il sistema Ance nazionale è costretto a vie d’uscita drastiche e ha già diffuso tra gli iscritti un modulo fac-simile per la possibile disdetta dei cantieri causa forza maggiore. Una forza maggiore a cui non sembra esserci capacità di risposta immediata, come richiederebbe il dramma in atto non solo per le imprese, ma per gli stessi cittadini che non vedranno riconsegnarsi gli immobili di proprietà. Stessa situazione per gli enti pubblici proprietari di immobili sottoposti a lavorazioni. I contratti futuri con molta probabilità non verranno firmati e i cantieri in corso sono già una commessa a perdere».
«Ho il dovere di riconoscere», continua il presidente dei costruttori edili, «l’impegno e il senso di realtà del commissario Legnini, del Comune dell’Aquila e dei responsabili degli Uffici speciali che insieme alle categorie della filiera edile e alla nostra associazione si stanno confrontando e stanno mettendo in campo ogni sforzo per un riallineamento dei prezzi, ma a oggi ogni risultato è purtroppo insufficiente, non per loro responsabilità. La risposta definitiva deve arrivare dal governo, se non dall’Europa, attraverso una accelerazione sulle misure di intervento che riportino i prezzi a un livello di congruità e che vadano a calmierare il far west attuale del mercato. Non ultimo l’aggiustamento del tetto massimo di spesa. Quest’ultimo ad oggi vanifica l’aumento, seppur perseguibile, delle singole voci del prezzario», prosegue Frattale, «ci auguriamo che il prezzario della regione Abruzzo, in corso di definizione, recepisca gli input provenienti dal confronto o che venga data la possibilità di attingere a strumenti diversificati, compreso il prezzario “Dei” vigente, l’unico che a oggi sembra fotografare la realtà degli aumenti con più aderenza e che, viste le emergenze in corso, potrebbe essere universalmente riconosciuto, seppur di stampo privato, risparmiando su tempi ed energie. Occorrono, inoltre, data la mutevolezza degli scenari, nuovi metodi di rilevazione prezzi e sistemi compensativi per i contratti futuri, ma anche una revisione di quelli in corso, oltre a un adeguamento delle progettazioni già effettuate. Inoltre, data l’instabilità delle contingenze appare ragionevole prorogare tempi e scadenze del Superbonus e ricostruzione di almeno un anno per consentire di ammortizzare le criticità. Siamo a un punto cruciale per il futuro dell’edilizia, un settore strategico del rilancio nazionale».(f.d.m.)
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