Controllati 6mila cantieri nel post sisma

21 Settembre 2019

Bilancio della Scuola edile e del Comitato paritetico: la sorveglianza preventiva ha evitato multe per cento milioni

L’AQUILA. Una costante e capillare attività di monitoraggio dei lavori di ricostruzione post-sisma. Ben 6.034 cantieri visitati, con 1.960 segnalazioni di inadempienze su sicurezza e salubrità, ad altrettante ditte edili, invitate a mettersi subito in regola. Controlli preventivi, che hanno evitato potenziali sanzioni calcolate in 102 milioni di euro e che hanno abbassato la media degli incidenti sul lavoro, inferiore a quella nazionale. E' il risultato più importante raggiunto dall'Ente scuola edile (Ese) e dal Comitato paritetico territoriale (Cpt) della provincia dell'Aquila dal 2009 al 2018. Anni di intensa attività di controllo nei cantieri e di formazione degli operai edili: 2.100 i corsi attivati, a cui hanno partecipato 30.800 lavoratori e tecnici del comparto delle costruzioni, per complessive 23.200 ore. Particolare attenzione è stata riservata ai cantieri degli edifici storici e vincolati. Un report che Ese e Comitato paritetico hanno illustrato nella 26esima edizione del Salone internazionale del restauro, dei musei e delle imprese culturali, che si chiuderà oggi, a Ferrara. Due le pratiche portate come esempio di buona ricostruzione: il palazzo dell'Emiciclo e la basilica di Santa Maria di Collemaggio. 150 gli espositori provenienti da tutto il mondo e migliaia di visitatori. Un appuntamento che avrà un'appendice con un ciclo di seminari, ad Udine, per mettere a confronto le esperienze della ricostruzione che ha fatto seguito al sisma del 1976 in Friuli con quella del terremoto 2009 dell'Aquila. A rappresentare l'ente paritetico, che raggruppa l'Associazione nazionale costruttori edili (Ance, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, sono stati il vice presidente, Luigi Di Donato, il direttore, Lucio Cococcetta e la responsabile area sicurezza, Valentina Scenna. Cococcetta ha focalizzato l'attenzione sugli oltre 700 palazzi vincolati dell'Aquila, a cui si aggiungono oltre mille tra chiese ed edifici religiosi, danneggiati dal sisma del 2009. «Nel 2016 abbiamo svolto un monitoraggio che ha coinvolto un campione di un centinaio di restauratrici impegnate nella ricostruzione», ha detto Cococcetta, «da cui è emersa più di una criticità nella logistica e nei servizi igienici e assistenziali, non adeguati alla presenza femminile in cantiere, oltre all'anomalia di contratti diversi da quello edile. Controlli a cui ha fatto seguito l'attivazione di corsi di formazione ad hoc». «Il sindacato sta cercando di combattere questo fenomeno distorsivo e lesivo per la lavoratori», le parole del vice presidente Ese- Cpt, Di Donato, «in un cantiere non ci possono essere diversità contrattuali: i lavoratori devono avere stessi diritti». Un plauso è arrivato dalla presidente della scuola edile di Udine, Angela Martina: «All'Aquila sono state introdotte buone pratiche nella ricostruzione e sistemi anti-sismici innovativi; ecco perché abbiamo invitato l'Ese Cpt a tenere dei seminari».
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