Controlli anti-Covid, ristorante chiuso

Non rispettava i protocolli sulla sicurezza. Multato un barista. Cinquanta le attività ispezionate all’Aquila e in provincia
L’AQUILA. Un ristorante chiuso e un bar multato per mancato rispetto delle norme anti Covid. Controlli a tappetto in città da parte dei carabinieri della compagnia dell’Aquila, agli ordini del colonnello Nicola Mirante, e dell’Ispettorato del lavoro per verificare l’osservanza dei protocolli sanitari da parte di bar, ristoranti e negozi. Negli ultimi giorni militari e ispettori hanno passato al setaccio una cinquantina di esercizi commerciali in tutta la provincia nell’ambito di un’operazione congiunta tra Arma e Asl.
RISTORANTE CHIUSO
In un ristorante cinese della città i carabinieri hanno accertato una serie di violazioni dalla mancanza di sanificazione periodica degli ambienti di lavoro, alla scarsa informazione sulle misure di prevenzione in materia di coronavirus passando per assembramenti di clienti dentro i bagni. Da un controllo più approfondito sui dipendenti è emerso anche che un lavoratore era in nero. Al titolare del ristorante cinese sono state quindi contestate una serie di sanzioni amministrative per un totale di 6.500 euro. Inadempienze che hanno fatto scattare anche la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni previste dalla normativa.
BAR MULTATO
Sempre all’Aquila, in un bar lungo la Statale 17, i militari hanno accertato la mancata sanificazione periodica degli ambienti di lavoro e l’assenza di misure atte a contingentare l’accesso agli spazi comuni. Al titolare dell’attività è stata inflitta una multa di 400 euro. I controlli sul rispetto dei protocolli sanitari continueranno anche nei prossimi giorni e riguarderanno le attività commerciali del capoluogo e dell’intera provincia.
LE DISPOSIZIONI di draghi
«Basta esitazioni sui controlli». Lo ha detto il presidente del consiglio, Mario Draghi, durante l’approvazione del decreto legge sul Super green pass che entrerà in vigore lunedì 6 dicembre. L’indicazione del premier, messa nero su bianco nell’articolo 7 del decreto legge, diventa una priorità per il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. La norma, in vigore non appena pubblicata, nella bozza già scandisce i tempi operativi.
PREFETTURE MOBILITATE
Entro tre giorni dal decreto legge i prefetti sono chiamati a convocare i rispettivi comitati provinciali ordine e sicurezza pubblica riunendo il questore, il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza. Dopo la riunione del comitato provinciale massimo in due giorni il prefetto dovrà adottare un piano per dar luogo a controlli costanti.
CONTROLLI COSTANTI
Proprio nell’aggettivo «costante» è racchiusa la misura dell’indirizzo politico inviato da palazzo Chigi ai rappresentati del governo sul territorio. Lo scenario futuro, in termini di controlli, potrebbe essere ispirato a quello del primo lockdown quando il documento da avere a tutti i costi non era il Green pass, ma l’autocertificazione per gli spostamenti.
Tornando alla quarta ondata le prefetture saranno investite di una responsabilità essenziale per la lotta al Covid19: in realtà ce l’avevano già, ma Draghi in qualche modo l’ha rinnovata e rilanciata dicendo no alle verifiche occasionali. Forse consapevole di una narrativa vera o presunta, ma diffusa, su una certa leggerezza generale nel rispetto delle norme anti covid tra furbetti e frequente superficialità.
Le convocazioni delle riunioni dei comitati provinciali stanno già partendo. L’azione da mettere in campo fa parte ormai di processi consolidati fin dall’inizio della pandemia. I prefetti hanno seguito giorno per giorno l’emergenza sanitaria compresi i drammi delle chiusure forzate, il confronto con gli imprenditori, il dialogo con i sindaci per il controllo sanitario nei centri urbani. Molti protocolli operativi sono già definiti, ma la sfida adesso è più ampia. L’input strategico al Viminale e ai responsabili della sicurezza pubblica, nazionali e locali, è di mostrare senza più dubbi o incertezze continuità e regolarità nell’azione svolta a garantire il rispetto del Green pass e anche del Super green pass. Per il governo introdurlo e non assicurare la regolarità di questo strumento sarebbe vista come una beffa. A breve sulle scrivanie dei prefetti potrebbe arrivare un’indicazione generale dal ministero dell’Interno contenente raccomandazioni e indicazioni operative più esplicite. Ma la norma ormai è nota, la rincorsa dei contagi è conclamata e le attese della burocrazia stavolta diventano inammissibili.
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