Controlli carenti, amministratori nei guai

18 Maggio 2017

Sulmona, la Corte dei Conti bolla come «inadeguate» le verifiche interne adottate dal Comune

SULMONA. Rischiano grosso gli amministratori del Comune di Sulmona, dopo la bocciatura, da parte della Corte dei Conti, del sistema di controllo interno adottato dall’ente.
Nessun monitoraggio periodico sull’andamento delle società controllate e partecipate, per verificare lo stato di attuazione di indirizzi e obiettivi, né alcuna attività di verifica delle attività di customer satisfaction per misurare il grado di soddisfazione degli utenti interni ed esterni. Inoltre, non sono stati prodotti report, a fronte dei quattro annuali richiesti dal regolamento dell’ente, e non sono stati elaborati indicatori di efficacia, efficienza ed economicità.
Sono queste le criticità riscontrate dalla Corte dei Conti abruzzese, che ha rilevato «gravi carenze e la sostanziale inadeguatezza di tutte le tipologie di controllo interno con riferimento, in particolare, al controllo di regolarità amministrativa e contabile, al controllo di gestione e strategico e al controllo sugli organismi partecipati e a quello sulla qualità dei servizi».
Per questi motivi la sezione di controllo della magistratura contabile, presieduta da Antonio Frittella, ha chiesto all’ente di comunicare le iniziative intraprese per superare questi rilievi e trasmesso gli atti alla Procura regionale affinché valuti se sussistono gli estremi per l’applicazione di una sanzione pecuniaria a carico degli amministratori responsabili, che va da un minimo di cinque a un massimo di venti volte la retribuzione mensile lorda.
Una previsione, questa, contenuta nel decreto legislativo 267 del 2000, vale a dire il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. L’adozione di un adeguato sistema di controllo interno è entrata in vigore nel 2015. A questa prescrizione devono conformarsi i sindaci dei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, i presidenti delle città metropolitane e delle Province.
Ma a seguito degli accertamenti istruttori condotti dopo la presentazione della relazione richiesta, la Corte ha osservato «carenze tali da far rilevare un’insufficienza del sistema dei controlli posti in essere dall’Ente».
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