«Controriforma salva-tribunali» C’è l’apertura del governo Meloni

Delmastro (FdI) sul caso Abruzzo: scelta Monti fallimentare, in molti luoghi spenta la luce della legalità D’accordo Lega e Forza Italia. Aumentano le speranze per Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto
AVEZZANO. Si fa sempre più concreta la salvezza dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. Le forze di governo sono determinate a portare avanti una controriforma alla legge “taglia giustizia” approvata nel 2012 dal governo Monti in nome della spending review. In questi giorni è stato presentato un emendamento per una proroga triennale, a firma dei senatori abruzzesi di Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi e Guido Quintino Liris, in vista del Milleproroghe. Ma nelle ultime ore a fare da spartiacque sono le dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove (FdI), che riguardo alla legge per la riorganizzazione della geografia giudiziaria parla di «fallimento».
IL CASO ABRUZZO
Ne è un esempio lampante la situazione abruzzese dove, qualora fosse attuato quel decreto, bloccato solo in seguito ai terremoti del 2009 e del 2016, gran parte del territorio rimarrebbe senza una copertura giudiziaria, con gravi disagi per la popolazione, per gli addetti ai lavori e anche per le forze dell’ordine che combattono contro la criminalità. Leggendo con gli occhi dell’attuale situazione socioeconomica nazionale, la chiusura dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto appare una mossa sbagliata, e quindi un errore da non ripetere. Infatti i risparmi sperati dal maxi taglio di presidi di giustizia non sarebbero mai arrivati; anzi, in alcuni casi la riforma a quanto pare ha avuto l’effetto contrario, e l’accelerazione dei tempi della giustizia non ci sarebbe stata, tutt’altro.
IL GOVERNO
«Dobbiamo prendere atto che quella riforma è stata un fallimento», ha dichiarato Delmastro alla Stampa, «mancano i risultati attesi». Secondo il viceministro, che nei giorni scorsi ha ricevuto i presidenti degli Ordini degli avvocati, il sindaco di Avezzano e i parlamentari abruzzesi, perseverare sui tagli alla giustizia sarebbe un grave errore, sia per quanto riguarda i risparmio mai arrivato, sia per l’efficienza della giustizia, che non è stata migliorata tramite quei tagli. «La riforma del 2012», ha sottolineato, «non ha garantito la celerità dei giudizi che prometteva. E ha spento in troppi luoghi la luce della legalità rappresentata da una sede giudiziaria. La giustizia di prossimità», ha spiegato Delmastro, «è un valore in sé». D’accordo Lega e Forza Italia.
LA LEGGE
Tutto nasce dall’entrata in vigore del decreto legislativo 7 settembre 2012 numero 155 per la riorganizzazione sul territorio dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero. Una riforma che interessava prevalentemente l’Associazione nazionale magistrati secondo cui avrerbbe consentito una migliore distribuzione di risorse umane e materiali sul territorio. Peccato però che chiudere i tribunali non ha significato meno mole di lavoro, visto che il numero di processi non è variato. Quella legge ha comportato la soppressione di 667 uffici del giudice di pace, di 220 sezioni distaccate di tribunale e di 31 tribunali, la riduzione del numero degli uffici ordinari presenti sul territorio, la rideterminazione delle piante organiche degli uffici, la redistribuzione del personale di magistratura e amministrativo. Ma emersero gravi carenze di personale con grandi difficoltà negli uffici giudiziari accorpanti che si ritrovarono a dover gestire una mole immensa di affari giudiziari provenienti dalle sezioni distaccate chiuse dal governo Monti.
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