Convegno per celebrare San Giovanni

Capestrano, il generale Aniello (Finanza): «Il primo a denunciare usura e gioco d’azzardo»
CAPESTRANO. Si è svolto a Capestrano il convegno “Il diritto tra i fondamenti della cultura europea: Giovanni da Capestrano” che ha indagato sui rapporti tra diritto, politica e teologia in Giovanni da Capestrano. Il santo francescano, studioso ed esperto giurista, che durante il rinascimento ha combattuto con tenacia alcuni mali della società di quel tempo come l’usura e il gioco d’azzardo. Proprio questi due temi hanno dato spunto al comandante regionale della Finanza, uno dei relatori dell’incontro, Flavio Aniello, di incentrare il suo intervento su Giovanni da Capestrano quale “Fiamma Gialla ante litteram”». «Ho trovato questa chiave di lettura che si ricollega all’attività della Finanza», ha spiegato Aniello, «cercando di cogliere come alcuni dei suoi insegnamenti di quel tempo si legano al lavoro dei finanzieri. Mi riferisco in particolare ai fenomeni dell’usura e del gioco d’azzardo legati da un collante particolare come il denaro. Ecco, da qui ho cercato di capire come questi fenomeni si sono ripercorsi anche nella nostra società e così sono arrivato a definirlo in quel modo». L’incontro a Capestrano ha voluto mettere in risalto l’importanza di San Giovanni quale esperto giurista, infatti aveva studiato da giovane a Perugia in una delle migliori scuole d’Europa, e ha portato questo suo bagaglio culturale nella attività di predicatore e teologo tra i più seguiti del suo tempo. Un aspetto quest’ultimo di una modernità ancora poco conosciuta. «Una figura poliedrica quella di San Giovanni», ha detto la presidente del Centro studi San Giovanni da Capestrano, Cristina D’ Alfonso, «con questo incontro per la prima volta abbiamo cercato di indagare l’aspetto di San Giovanni come anticipatore dei temi dei diritti dell’uomo anche nella società attuale. Giovanni come un pacificatore parlava di una conoscenza prima di se stessi, essere in pace con se stessi per esserlo poi verso la società». «Temi come il senso morale della vita pubblica che Giovanni spesso citava nelle sue omelie contro “la baratteria” ovvero la corruzione», aggiunge Marco Bartoli direttore del Centro Studi San Giovanni da Capestrano, «è importantissimo ancora oggi. Poi aveva un’idea unitaria del diritto uguale per tutti i popoli e questo è un concetto moderno».
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