Convitto nazionale, in aula l’istanza di un ferito
L’AQUILA. Il risarcimento per il crollo del Convitto nazionale del 6 aprile 2009, che causò tre vittime – Luigi Cellini di 15 anni, Ondreiy Nouzovsky (17), e Marta Zelena (16) – e diversi feriti, è...
L’AQUILA. Il risarcimento per il crollo del Convitto nazionale del 6 aprile 2009, che causò tre vittime – Luigi Cellini di 15 anni, Ondreiy Nouzovsky (17), e Marta Zelena (16) – e diversi feriti, è una delle prossime sentenze che dovranno essere scritte dal tribunale dell’Aquila. A breve il tribunale civile dovrà discutere della richiesta di danni per oltre 300mila euro avanzata da uno dei feriti, che nel 2009 era minorenne. Sono stati citati in giudizio il ministero dell’Istruzione e il Convitto nazionale che, a loro volta, hanno coinvolto l’amministrazione provinciale, un dirigente della Provincia all’epoca dei fatti, e un’assicurazione. In sede penale la vicenda è stata chiusa dalla Cassazione con la condanna dell’allora preside Livio Bearzi, poi graziato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’iniziativa risarcitoria poggia proprio sulle motivazioni della Cassazione: «La situazione di allarme sismico era conclamata», scrissero i giudici nella sentenza di terzo grado, «in quella notte fatale si era in presenza di indicazioni drammatiche e incalzanti che imponevano di corrispondere con immediatezza alle pressanti richieste dei giovani allievi e particolarmente di quelli minori». I supremi giudici, analizzando il comportamento del preside, concordarono sul fatto che «manifestò negligenza e imprudenza, imponendo ai ragazzi di sopportare un rischio intollerabilmente elevato che si concretizzò nel breve volgere di poche ore». L’ex preside avrebbe dovuto far uscire gli studenti da quella vecchia struttura “prossima al collasso”. La Cassazione rimarcò che «non vi è dubbio che l’ente Convitto e il ministero dell’Istruzione debbano rispondere delle condotte colpose del preside» e ricordò «che L’Aquila era interessata dall’autunno 2008 da uno sciame sismico consistente in numerose scosse di intensità crescente».

