Coop, Comune condannato a pagare gli stipendi

12 Ottobre 2017

Il giudice del lavoro intima all’ente di versare a 4 dipendenti della 2001 gli emolumenti di luglio e agosto

SULMONA. Sarà il Comune a dover pagare le spese legali e gli stipendi arretrati di luglio e agosto, di 4 delle 11 lavoratrici che hanno presentato i decreti ingiuntivi per il lavoro non pagato delle pulizie di Palazzo San Francesco.
Le dipendenti della cooperativa esterna Coop 2001 sono assistite dalla Cisl e dall'avvocato Armando Valeri. La somma che il Comune dovrà pagare è di circa 2mila euro, ma il risvolto è che la decisione del giudice del lavoro costituisce un importante precedente per tutte quelle vertenze aperte con le varie cooperative esterne.
«I decreti ingiuntivi si sono conclusi con una sentenza del giudice del lavoro», interviene Claudio Incorvati, dirigente Cisl, «che imputa la responsabilità e i doveri sia alla Coop 2001, prima responsabile dei mancati pagamenti, sia al Comune di Sulmona, e ordina a quest’ultimo il pagamento degli stipendi e delle spese processuali». I vertici della cooperativa imputano al Comune il mancato pagamento degli stipendi per la mancata corresponsione delle fatture, mentre da Palazzo san Francesco i funzionari replicano che «i ritardi sono legati ad erronea documentazione presentata dalla ditta esterna. Un braccio di ferro, ormai annoso, che vede nel mezzo i lavoratori con tutti i loro problemi quotidiani.
Nel frattempo, i dipendenti continuano a sopravvivere dopo l’appalto ridotto nei mesi scorsi, che ha comportato il dimezzamento degli stipendi, già bassi, e delle ore lavorative e dei servizi prestati alla pulizia dei locali comunali o alla loro custodia, come per i bagni pubblici di viale Roosevelt, che restano aperti due ore e mezza solo la mattina presto, fino alle 9.30, e solo dal lunedì al venerdì. Gli stipendi dei lavoratori, così, sono passati da 400 a meno di 200 euro di media al mese, per un appalto che è stato rinnovato in extremis nel luglio scorso, fino alla fine di ottobre, ma al 30 e non al 31. È attesa per il mese di novembre, invece, la decisione del giudice sulla causa di lavoro avviata dalla Filcams Cgil della provincia dell’Aquila per le cinque dipendenti che erano preposte alla pulizia del tribunale e che sono rimaste da marzo senza contratto.
Con il verbale di mancato accordo in prefettura, il segretario provinciale della Filcams Cgil Luigi Antonetti ha intrapreso la strada legale e nel prossimo mese è attesa la sentenza.
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