Cooperativa Lybra, cade l’accusa
Il presidente Bisegna: «Il nostro nome affiancato a loschi affari»
CAPISTRELLO. La cooperativa sociale Lybra esce a testa alta dalla vicenda giudiziaria che l’aveva coinvolta e guarda al futuro con un nuovo spirito. A distanza di sei anni sono cadute le accuse mosse nei confronti della cooperativa a seguito di un affidamento diretto da parte del Comune di Capistrello. Sia la Lybra, sia il presidente Augusto Bisegna, sono risultati completamente estranei ai fatti contestati.
«Il nome della cooperativa è stato affiancato spesso a chissà quali intrecci e loschi affari», ha precisato Bisegna, «Lybra, invece, a oggi è una delle poche cooperative sociali di inserimento lavorativo presenti nella provincia dell’Aquila. Abbiamo quattro soci che lavorano permanentemente e abbiamo attivato borse lavoro, partecipato a diversi progetti di sviluppo territoriale, gestito un’attività commerciale e svolto a titolo gratuito anche una serie di piccole manutenzioni per i Comuni partner».
Il presidente Bisegna ha ricordato che all’epoca dei fatti fu costretto «a presentare una lettera al sindacato nazionale per cui lavoro, chiedendo di valutare una mia eventuale sospensione in attesa di giudizio».
«Ora potremmo prendere spunto dalla fine di questa vicenda giudiziaria per toglierci qualche sassolino dalle scarpe», conclude il presidente della cooperativa Lybra, «potremmo chiedere conto a quanti, attraverso testimonianze allusive e prive di riscontro, si sono permessi di gettare discredito sulla nostra cooperativa, potremmo addentrarci sulle cifre, chiarendo come con un affidamento diretto da 31mila euro siamo riusciti a far lavorare 4 persone per un totale di 3.500 ore annue, esattamente il contrario di un danno erariale». (e.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

