Coppa Italia all’aquilano Scarsella

Nella prima edizione medievale al secondo posto Fabio Esquilino
L’AQUILA. Grande successo per L'Aquila nella prima edizione della Coppa Italia di tiro con l'arco medievale, che si è svolta a Spoleto, a cura della Lega Arcieri Medievali (Lam). Carlo Scarsella si è qualificato al primo posto, seguito dal suo compagno d’arco Fabio Esquilino, entrambi aquilani ed entrambi appartenenti all'Associazione Virtus Sagittae. La competizione prevedeva la partecipazione dei primi 20 classificati di ogni categoria nel campionato del precedente anno, che si sono affrontati in gara singola alla fine della quale soltanto i primi hanno avuto accesso alla finalissima. Con grande sorpresa i due si sono ritrovati sulla postazione di tiro insieme ad un arciere siciliano, che è stato eliminato al primo turno lasciando i due in una singolar tenzone, conclusa con la vittoria di Scarsella per 5 a 4.
«Dedico questa vittoria agli amici della Virtus; senza i loro insegnamenti e consigli non avrei mai raggiunto certi risultati», ha detto Carlo Scarsella.
«È stata una piacevole sorpresa ritrovarmi proprio con Carlo sul bersaglio finale. Non solo perché entrambi aquilani ed entrambi della stessa compagnia, ma soprattutto perché il nostro è un eterno confronto: sia durante gli allenamenti, che durante le gare abbiamo una nostra sfida personale, che prescinde dalle categorie di appartenenza. Sfide bonarie, ovviamente, che lasciano spazio a complimenti reciproci e soprattutto birre. Questa Coppa Italia è stata sua meritatamente, ma la strada è lunga», gli ha fatto eco il suo compagno-avversario Fabio Esquilino.
Adesso i due, insieme agli altri componenti della Virtus Sagittae, sono impegnati nel campionato italiano Lam, che è in piano svolgimento. Iniziato a Marzo proseguirà fino ad Ottobre in varie località d’Italia, da Nord a Sud. Il 25 Agosto ci sarà una tappa a Tussio, organizzata proprio dalla Virtus Sagittae, aperta a tutti coloro che vorranno assistere a questa gara arcieristica per vivere le emozioni che può dare il tiro con l'arco. «Aumentano di anno in anno le persone che decidono di cimentarsi in questa disciplina», affermano i dirigenti del club aquilano, «che riporta tutti ad una dimensione ancestrale e permette di migliorarsi non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Inoltre contribuisce a far riscoprire il medioevo, un’epoca che a grande torto è chiamata “buia”».

