Coppito 2, pilastri da rinforzare

Studio sulla vulnerabilità sismica dell’Ateneo: tutte le altre sedi universitarie sono considerate sicure
L'AQUILA. Le sedi dell'Università dell'Aquila sono sicure. Non esistono criticità rilevanti, tranne per un blocco di Coppito 2, dove il 10 per cento dei pilastri è al di sotto della soglia di sicurezza, con un indice di vulnerabilità di 0,31. A confermarlo sono i risultati dello studio “Oltre gli indici di vulnerabilità sismica”, presentato ieri dall'ateneo. Un report dettagliatissimo sulle valutazioni sismiche di tre edifici di proprietà dell'Università, Coppito 1, Coppito 2 e Roio corpo B. Con l'occasione la rettrice ha lanciato un progetto pilota a livello nazionale: la nascita della Carta di identità delle sedi universitarie. Un identikit per ogni struttura che ne identifica caratteristiche, sicurezza, stato attuale, aspetti strutturali ed energetici, interventi in corso.
RISULTATI SODDISFACENTI. Lo studio, condotto dal Dipartimento di ingegneria civile, edile, architettura e ambientale dell'Università ha preso in esame i parametri di vulnerabilità sismica di tre sedi dell'ateneo: Coppito 1, Coppito 2 e Roio B, le uniche a non aver subìto danni strutturali con il sisma del 2009, ma oggetto solo di piccoli interventi di riparazione. «I risultati sono molto confortanti», ha detto la rettrice Paola Inverardi, «nessuna struttura presenta criticità rilevanti, tranne un blocco di Coppito 2, dove l'indice di vulnerabilità è 0,31. E dove si interverrà in tempi brevissimi. Ancor prima dell'inizio delle indagini, il nostro ateneo aveva previsto uno stanziamento di 5 milioni di euro a copertura dei costi per il miglioramento sismico». Nello specifico, nessuno dei blocchi che compongono le sedi esaminate mostra un indice inferiore a 0,3 mentre nella maggior parte dei casi si supera ampiamente il valore 0,6 richiesto dalle normative antisismiche.
VULNERABILITA' SISMICA. «Si è cercato di tracciare un'analisi completa del comportamento degli edifici in caso di sollecitazione sismica», ha spiegato il professor Angelo Luongo, direttore del Dipartimento di ingegneria, «ne è emerso un quadro accettabile, con criticità localizzate e di piccola entità. C'è una fascia compresa tra 0,5 e 0,6 di indice, dove faremo lavori immediati. Solo nel blocco C di Coppito 2, che ha una forma irregolare tale da indurre particolari sollecitazioni, il 10 per cento dei pilastri risulta sotto la soglia di sicurezza. Verranno fasciati in superficie con un intervento non invasivo».
LO STUDIO. «Lo studio», ha sottolineato Dante Galeota, professore onorario dell'Università dell'Aquila, «ha preso in esame sia il comportamento globale, sia le criticità della struttura con un'indagine strutturale, delle proprietà meccaniche e dei particolari costruttivi, oltre alle prove dinamiche e all'analisi geologica dei terreni». Tre i parametri di riferimento: l'indice fino a 0,3 identifica gli edifici ad alto rischio, da 0,3 a 0,6 a rischio moderato, sopra allo 0,6 a basso rischio.
CARTA D'IDENTITÀ. La rettrice Inverardi ha annunciato la nascita della carta di identità degli edifici dell'Università dell'Aquila. Ogni sede ne avrà una che riporterà caratteristiche di costruzione, stato attuale, indice di vulnerabilità, sicurezza, aspetti strutturali ed energetici. «Modello da adottare sul piano nazionale», lo ha definito Gaetano Manfredi, presidente Conferenza rettori italiani, «quello dell'Aquila sarà un progetto pilota per implementare i piani di intervento su sicurezza e vulnerabilità sismica degli edifici pubblici. A partire dalle sedi universitarie».
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