Corale Novantanove Concerto per l’ospedale

L’AQUILA. Domani sera, a partire dalle 18, la basilica di San Giuseppe Artigiano di via Sassa ospiterà il Concerto di solidarietà della Corale Novantanove, a favore del reparto di terapia intensiva...
L’AQUILA. Domani sera, a partire dalle 18, la basilica di San Giuseppe Artigiano di via Sassa ospiterà il Concerto di solidarietà della Corale Novantanove, a favore del reparto di terapia intensiva neonatale (Tin) dell'ospedale San Salvatore.
Il concerto è promosso dal Kiwanis club dell'Aquila, associazione che si occupa in maniera specifica di portare aiuto ai minori, alla sua prima uscita pubblica in città. Il concerto è stato presentato a Palazzo Fibbioni da Paolo Federico, past president di Kiwanis L'Aquila, da Alfredo Ranieri Montuori, vice presidente della Corale Novantanove, e da Sabrina Di Cosimo, assessore comunale alla Cultura. Il concerto, diretto dal maestro Ettore Maria Del Romano, prevede due distinti momenti musicali, con l'intervento di due giovani soliste, Clara Gizzi (arpa) e Marina Iacuitto (soprano). La prima parte del concerto ripercorrerà il repertorio classico della Corale, che tre giorni fa ha festeggiato i 40 anni di attività, con brani di De Medio, Albanese, Fauré, Marchini e una inedita "assacaglia per arpa e organo di Haendel. Nel secondo tempo la Corale Novantanove interpreterà brani della tradizione natalizia, gospel e spiritual. «I bambini sono il nostro futuro», ha detto Paolo Federico, past president di Kiwanis che attualmente è presieduta da Ernesta Di Luzio, «per questo invitiamo tutti gli aquilani a partecipare al concerto». L’ingresso è libero e chi vorrà potrà lasciare un’offerta che andrà al reparto di terapia intensiva neonatale, guidato dalla dottoressa Sandra Di Fabio. L'evento ha avuto il patrocinio della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L'Aquila. L'iniziativa vuole essere, come spiega in un messaggio Nemo Cerasoli, presidente della Corale Novantanove, «un tributo di amore verso i bambini di tutto il mondo, che rappresentano la speranza in un futuro migliore per l'umanità, e un doveroso omaggio al generoso e spesso oscuro impegno dei medici Tin».(r.p.)
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