Corfinio perde le suore di clausura

31 Gennaio 2022

Trasferite ieri a Roma. Una decisione lampo per evitare nuove proteste in paese

CORFINIO. Questa volta lo “sfratto è esecutivo” anzi, immediato. Le monache di clausura della Visitazione hanno lasciato il monastero di Corfinio.
Ieri pomeriggio è arrivato un pulmino da Roma che le ha prelevate per trasportarle in un convento della capitale. Una decisione lampo presa dalla Congregazione per gli istituti di vita consacrata per evitare che vi fosse una sollevazione da parte dei fedeli, così come accaduto lo scorso anno.
A dire il vero la lettera che ha decretato la chiusura della Fondazione Santa Maria, delle monache del monastero peligno, è arrivata giovedì scorso.
Chiusura che sarebbe stata disposta per problemi d natura burocratica ma soprattutto per la mancanza di vocazioni alla vita religiosa. Nel decreto di chiusura viene ricordato come questa Fondazione, sebbene autorizzata nel 1991, non è stata mai eretta canonicamente, nonostante l’esistenza di un decreto del 1997 che concedeva tale facoltà al presule. Ma a questa prima motivazione, se ne aggiunge una seconda. Nel decreto della Congregazione si precisa che nel monastero di Corfinio non c’è autonomia di vita, non si intravedono segni di speranza per il futuro. E ciò a causa «dell’insufficiente capacità di governo e formativa, della mancanza di “candidate”, cosa che va avanti da anni, da parecchi anni, e dall’assenza della necessaria vitalità nel vivere e trasmettere il carisma». Quest’ultima motivazione è frutto della visita apostolica compiuta nel monastero nel giugno scorso.
La prima volta che si parlò di chiusura del convento fu nel marzo dello scorso anno. A nulla, nel corso di questi mesi, sono valsi i tentativi, compiuti anche dal vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, Michele Fusco, di scongiurare il trasferimento delle suore e la conseguente chiusura del monastero. La stessa comunità di Corfinio e le Guardie d’onore, gruppo devozionale a loro legato, hanno avviato numerose iniziative di protesta scrivendo anche alla Santa Sede affinché le monache di clausura della Visitazione, potessero restare nella loro “casa” a Corfinio. (c.l.)
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