Corneli: «Le 99 cannelle opera unica al mondo»

30 Agosto 2017

L’AQUILA. «Nel 2015 mi sembrava di essere arrivato in una piccola New York, tutta piena di gru: così tante ne avevo viste solo in Germania e solo in periodi molto particolari. Oggi mi sembra che la...

L’AQUILA. «Nel 2015 mi sembrava di essere arrivato in una piccola New York, tutta piena di gru: così tante ne avevo viste solo in Germania e solo in periodi molto particolari. Oggi mi sembra che la ricostruzione sia andata di gran lunga avanti e che la città stia riacquistando la sua bellezza». Gli occhi scuri del noto artista Fabrizio Corneli brillano quando parla dell'Aquila e soprattutto del suo monumento preferito: «Quella scacchiera sfalsata delle 99 cannelle è unica nel mondo». Un complimento che assume ancor più valore perché arriva da un artista di livello internazionale, giunto in città e che da allora non ha potuto che instaurare con lei un legame a doppio filo: tra le altre opere, ha firmato l'installazione sulla rotonda di viale Corrado IV, voluta e finanziata dal Rotary Club dell'Aquila, che ieri lo ha invitato insieme alla Fondazione Carispaq a parlare della sua arte, insieme alla docente Licia Galizia. Un'occasione per rappresentare il catalogo delle sue opere 1979 – 2016.
Come è nato il suo legame con L'Aquila?
«Tramite la volontà di alcune persone, ma poi è diventato particolare per la vicinanza di spirito. Non credo di essere l'unico, credo che in tutte le persone L'Aquila emani questo sentimento di partecipazione. Ho conosciutola città dopo il terremoto: ho avuto un primo impatto doloroso e problematico. Il primo lavoro, infatti è stato la scritta "Ama" in un palazzo su piazza Duomo, un appello verso questa città che aveva bisogno di una rinascita».
L'Aquila, con la sua bellezza storica, è pronta a valorizzare l'arte contemporanea? «Non la conosco a tal punto da poter rispondere. Conosco però bene la realtà del Liceo Scientifico: forse una delle pochissime scuole in cui ci sia una collezione di arte contemporanea».
Eppure la sua opera, posizionata all'interno della rotonda, è tanto amata da molti e non compresa da altri.
«Lo ritengo un grande onore. Una critica che ho trovato piuttosto divertente è che i colori dell'opera non erano quelli dell’Aquila calcio, ma del Teramo. Io mi ero ispirato a Collemaggio e alle 99 cannelle. È un lavoro molto legato alla città».
In che cosa si discosta l'arte contemporanea da quella tradizionale?
«Direi non in molto: è una tradizione che prosegue. Credo che oggi però l'arte abbia grande libertà, forse anche eccessiva. Questo superamento dei limiti è interessante».
C'è un monumento dell'Aquila che ama più di altri?
«Le 99 cannelle perché è unica per tante ragioni. Dallo sfalsamento della scacchiera, al rumore dell'acqua, alla forma irregolare. È davvero incredibile». (m.c.)
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