Corruzione, 3 anni a ex dirigente comunale

Assolta la figlia ingegnere. Nei guai anche un imprenditore trevigiano. La difesa presenta appello
L’AQUILA. Interporrà appello, non appena saranno note le motivazioni della condanna, l’ex dirigente comunale Mario Corridore, al quale il tribunale in composizione collegiale (presidente Alessandra Ilari, giudici a latere Tommaso Pistone e Monica Croci) ha inflitto tre anni per corruzione.
Contestualmente, il tribunale ha assolto l’ingegnere Ilaria Corridore, figlia di Mario, scagionandola dall’accusa di concorso nella corruzione, mentre è stato condannato a tre anni l’imprenditore trevigiano Gianni Tasca titolare di una ditta impegnata nella ricostruzione. La vicenda giudiziaria – che nulla ha a che fare con l’operato di Corridore al Comune – risale al 2016 e riguarda, in particolare, l’aggiudicazione dei lavori di ricostruzione di un condominio di cui l’imputato era amministratore, dunque incaricato di un pubblico servizio. L’appalto, secondo l’accusa, sarebbe stato «pilotato».
Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza avevano portato al sequestro preventivo della somma di 264mila euro nei confronti di due dei tre indagati, finalizzato alla confisca per equivalente. Il tribunale del Riesame aveva accolto la richiesta degli avvocati difensori degli allora indagati di dissequestrare la somma e sulla vicenda si era espressa anche la Corte di Cassazione, confermando il dissequestro in piena adesione alle istanze della difesa. Di questi pronunciamenti il tribunale non ha tenuto conto e ha pronunciato la sentenza di condanna in primo grado per due dei tre imputati. Le condanne hanno superato le richieste da parte della pubblica accusa, che aveva chiesto un anno di reclusione.
Il tribunale ha ritenuto di aderire alle conclusioni delle indagini affidate alle Fiamme gialle. La difesa, dal canto suo, ha sempre ritenuto insussistente la fattispecie della corruzione rispetto a come era stata ricostruita, compresa l’ipotesi dello sconto sui lavori per un altro cantiere. Nel dibattimento sono emerse le diverse voci da parte dei condòmini, alcuni a favore e altri contro l’ex amministratore.
Parti civili nel procedimento sono, per l’appunto, il condominio e alcuni singoli condòmini, che erano stati contrari all’assegnazione dei lavori a quella ditta. L’immobile, che si trova fuori Porta Napoli, è tutt’oggi distrutto e non è stato ancora ricostruito a 12 anni dal terremoto.
Nel corso del procedimento gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Francesco Camerini (Mario Corridore), Lorenzo Cappa (Ilaria Corridore), Vincenzo Di Staso del Foro di Treviso e Monica Perilli del Foro dell’Aquila (Tasca). La difesa preannuncia battaglia per ribaltare la sentenza.

