Corruzione post-sisma, riparte il processo

16 Luglio 2021

Udienza dopo 11 anni per la vicenda che travolse Ezio e Daniela Stati, gli imputati respingono ogni accusa

AVEZZANO. Dopo 11 anni nuova udienza del processo per corruzione nel post-sisma a carico di Daniela Stati, del padre Ezio, dell’ex marito Marco Buzzelli e degli imprenditori Vincenzo Angeloni e Sabatino Stornelli.
Ieri è stato ascoltato dal collegio, guidato dal giudice Zaira Secchi, l’allora presidente di Abruzzo Engineering Francesco Carli, che rispondendo alle domande dei magistrati, ha spiegato la vicenda legata al problema occupazionale che in quel periodo stava interessando la società per azioni totalmente partecipata dalla Regione Abruzzo. Ha motivato i suoi interventi nei confronti della Regione, e quindi dell’allora assessore Stati, come finalizzati a sollecitare la soluzione del problema che stava gettando sul lastrico decine di lavoratori. Ezio Stati in udienza ha ribadito la propria estraneità ai fatti contestati, respingendo passo per passo ogni accusa a suo carico. Ed è entrato nel merito sulla questione dell’anello affermando che si trattava di un regalo dell’ex marito della figlia Daniela e che Angeloni si era offerto di fare soltanto da tramite per l'acquisto. L’inchiesta riguardava una presunta attività illecita finalizzata a ottenere il vantaggio per essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione del post terremoto all’Aquila. La vicenda portò all’arresto di Ezio Stati, all’interdizione della figlia, all’epoca assessore regionale alla Protezione civile, al fermo di Buzzelli e degli ex dirigenti della Valle del Giovenco calcio, Angeloni e Stornelli. La Stati, in qualità di assessore, con la partecipazione del padre Ezio e di Buzzelli, avrebbe agito secondo l’accusa per agevolare Angeloni e Stornelli. I due si sarebbero mossi quali referenti delle società Valle del Giovenco, Auxilium Tech e Selex. Daniela Stati avrebbe ottenuto un diamante. Per Buzzelli ci sarebbe stata la nomina a consulente della Selex. A Ezio Stati è contestata la regalia di un televisore 40 pollici e di un iPhone. Stati 4 anni fa ha presentato istanza al ministero della Giustizia e alla Cassazione chiedendo «una verifica disciplinare sulla condotta dai magistrati dell’Aquila», dove inizialmente era radicato il processo. Gli Stati e Buzzelli sono difesi dall'avvocato Alfredo Iacone. (p.g.)