Corruzione, è indagato il sindaco Tedeschi

4 Ottobre 2017

L’ipotesi della Procura: 20mila euro transitati su una società a lui collegata La difesa: «Mai avuto elargizioni, sono tutte delle brave persone»

AVEZZANO. Con l’accusa di corruzione anche Gianfranco Tedeschi, sindaco di Cerchio ed ex presidente del Consorzio acquedottistico marsicano, è indagato nella vicenda su un giro di mazzette negli appalti pubblici. Secondo l’ipotesi dei pm che coordinano l’inchiesta, Maurizio Maria Cerrato e Roberto Savelli, una somma di quasi 20mila euro sarebbe stata elargita dall’imprenditore pescarese Sergio Giancaterino e sarebbe transitata su un conto di una società riconducibile a Tedeschi. Quest’ultimo avrebbe agevolato alcuni lavori. Le iniziali del sindaco di Cerchio spuntano anche in una lista sequestrata dalla squadra mobile della questura dell’Aquila (G.T. e accanto la somma di 19mila e 700 euro). E il nome di Tedeschi compare in alcune intercettazioni. Come quella registrata il primo marzo 2016 all’interno della Mercedes di Giancaterino.
L’INTERCETTAZIONE. L’imprenditore parla con il faccendiere Antonio Ruggeri.
Giancaterino: «Questo chi è GT?».
Ruggeri: «Gianfranco Tedeschi».
Giancaterino: «E... non lo sapevo».
Ruggeri: «A vedè quanto gli hai dato Sergio... è?».
Giancaterino: «E... si lo so una ventina di mila euro gli ho dato...».
Ruggeri: «E... oh Sergio so preciso?».
Giancaterino: «Sì, sì, sì».
Ruggeri: «...A me la cosa che mi fa più male è questa qui...mi senti...no...è».
Giancaterino: «...inc...come me li fa recuperare lui?».
Ruggeri: «Aspè... no aspè... te lo dico come ti fa recuperare...mi ha chiamato...».
Giancaterino: «...Uh...».
Ruggeri: «E c’ho detto... a Cerchio ha... hai preso quelle cose... dai un lavoro a Sergio...».
Giancaterino: «...A Cerchio?».
Ruggeri: «Ha preso... ha preso dei finanziamenti... cioè se tu mi vuoi ancora stimare... allora gli ho detto...».
I SETTE ARRESTATI. L’inchiesta ha portato il gip del tribunale di Avezzano a disporre sette misure cautelari. Oltre a Ruggeri e Giancaterino, agli arresti domiciliari sono finiti l’ex amministratore delegato del Cam, Giuseppe Venturini, il vicesindaco dimissionario di Canistro, Paolo Di Pietro, il geometra aquilano Antonio Ranieri, il costruttore di Montorio al Vomano, Emiliano Pompa, e il sindaco di Casacanditella, Giuseppe D’Angelo. E con Gianfranco Tedeschi sono sei gli indagati. Accuse tutte da dimostrare che riguardano la gestione di appalti, addomesticati per la Procura, in cambio di denaro e favori politici.
«MA QUALI REGALIE?». Tedeschi, tra i principali indagati anche nell’inchiesta su presunte tangenti nella pubblica illuminazione (inchiesta con 36 avvisi di garanzia nata dalle rivelazioni dell’imprenditore ciociaro Angelo Capogna), ha respinto ogni coinvolgimento, così come fatto in passato per altre vicende giudiziarie che lo hanno riguardato. «Conosco Ruggeri, Di Pietro, Venturini», si è difeso il primo cittadino di Cerchio, raggiunto telefonicamente dal Centro, «e con Giancaterino ho lavorato, ma nel 2013-2014, prima di questi fatti di cui si parla. Non ho avuto mai elargizioni, mai regalie, anzi. E poi per me, se proprio devo dirla fino in fondo, sono tutte brave persone».
ALTRI INTERROGATORI. Oggi la seconda ondata di interrogatori. Davanti al gip Francesca Proietti e al pm Cerrato siederanno anche Antonio Ruggeri, difeso dall’avvocato Raffaele Mezzoni, e Sergio Giancaterino, assistito dagli avvocati Leonardo Casciere e Antonio Pascale.
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