Corsa per trovare una sede per Lanterna magica e Mumac

18 Dicembre 2021

L’AQUILA. Corsa contro il tempo per trovare una sede del MuMac, il Museo dei mestieri e delle arti del cinema, sede operativa dell’Istituto cinematografico “La Lanterna Magica”, situato nel...

L’AQUILA. Corsa contro il tempo per trovare una sede del MuMac, il Museo dei mestieri e delle arti del cinema, sede operativa dell’Istituto cinematografico “La Lanterna Magica”, situato nel complesso Ursini nel quartiere di Pettino. A partire dal 31 dicembre le installazioni dovranno essere collocate altrove, per un’indicazione pervenuta dal proprietario dello stabile. Una notizia che ha messo in difficoltà i rappresentanti dell’Istituto fondato nel nel 1981, esattamente 40 anni fa, con l’obiettivo di affermarsi come punto di riferimento per la settima arte. Proprio ieri, l’incontro conclusivo al MuMac. Un’occasione per presentare le prospettive future dell’Istituzione e chiudere i festeggiamenti del quarantennale. A fare gli onori di casa Paola Cipriani, presidente onorario dell’istituto cinematografico, insieme al presidente Corrado Camilli. Presenti gli onorevoli Stefania Pezzopane e Luigi D’Eramo e con loro il vicepresidente del consiglio regionale Roberto Santangelo, oltre a Luca Rocci, consigliere provinciale e delegato del primo cittadino che ha ribadito il suo impegno «a sostenere, per quanto possibile, le nuove sfide dell’Istituto». A tutti i politici presenti, i rappresentanti e sostenitori dell’Istituto hanno chiesto un supporto per trovare una soluzione, magari con una sede nei pressi del centro storico. Un confronto moderato da Stefano Masi, giornalista, scrittore, critico cinematografico. La mission dell’Istituto – è stato ribadito – è quella di tutelare, conservare e valorizzare il Centro archivio cinematografico. Il futuro per l’Istituto cinematografico è digitale. Il passaggio dall’analogico al digitale rappresenta una vera e propria rivoluzione che ha cambiato l’approccio alla cultura, alla conservazione ed alla fruizione dell’importante patrimonio conservato. «Arricchire le collezioni con nuove acquisizioni e trascriverle in digitale», è stato spiegato, «consentirà di realizzare una conservazione alternativa del bene culturale e ne faciliterà la fruizione. Università, scuole di cinema, studenti e studiosi potranno consultare migliaia di contenuti cinematografici in maniera agile, immediata e funzionale, anche mediante una piattaforma dedicata. Le mostre digitali e immersive permetteranno di far conoscere le nuove tecnologie utilizzabili con l’arte figurativa, statica creando opere dinamiche, innovative, con effetti speciali, grazie alla videoart. Per questo motivo, non si può prescindere da una nuova sede del MuMac che dovrà essere il luogo deputato ad accogliere questi progetti».