«Corso della Libertà addio» Chiusi anche storici negozi

Da futura area pedonale a regno della desolazione: 10 le saracinesche abbassate Gli esercenti: ormai è la via delle botteghe oscure, affitti alti e poca manutenzione
AVEZZANO. Doveva diventare la strada dello shopping con aree riservate a eventi, getti d’acqua e panchine ergonomiche. In realtà oggi si contano decine di serrande abbassate, marciapiedi rotti e molti posti auto liberi. Le ultime chiusure hanno riguardato Elpe, lo storico negozio di calzature, e la libreria La nuova editrice. Qualche settimana prima anche un’altra storica attività, Vogue, ha abbassato le saracinesche, spostandosi in un’altra strada del centro. Corso della Libertà si sta spegnendo lentamente. Colpa della crisi, delle tasse, del caro affitti.
E i commercianti che ancora tengono sono preoccupati. «Quando le serrande dei negozi storici si iniziano ad abbassare», hanno sottolineato Annarita Lanciotti e Savina Mazzocchi del negozio di abbigliamento Elena Mirò, «anche per chi rimane cresce la paura. Qui la sera è una desolazione, ma anche il giorno ci si rende conto che la situazione sta cambiando dai numerosi posti auto liberi. Gli affitti purtroppo sono altissimi e i proprietari non vogliono abbassarli».
Partendo dall’incrocio con via Corradini balzano subito all’occhio le prime quattro vetrine chiuse. Stessa immagine dall’altra parte della strada dove, delle quattro attività esistenti, ne sono rimaste solo due. Arrivando al piazzale della stazione salgono a 10 le attività che hanno abbassato la serranda. Resistono 26 negozi, oltre a tre bar e a una gelateria. «Purtroppo la situazione pensavamo che migliorasse ma non è stato così», ha precisato Barbara Rubino del negozio di abbigliamento Flash, «io ho cercato di rinnovare e soprattutto di prendere marchi meno costosi per attirare i clienti, ma non si vede nessuno».
Su corso della Libertà pesa anche la decisione del Tribunale amministrativo regionale che prevede l’entrata in vigore dell’isola pedonale permanente fino a via monsignor Bagnoli. Per questo l’amministrazione Floris aveva deciso di chiudere la strada e creare un’area pedonale attrezzata. In realtà poi il progetto è naufragato. «Tra affitti e utenze da pagare», ha sottolineato Andrea Guida del negozio di calzature Vanity Shoes, «spesso è difficile andare avanti e per questo molti decidono di spostarsi». Camminando lungo corso della Libertà si notano diversi negozi che nel giro degli ultimi mesi sono stati chiusi e poi rimpiazzati da altre attività. «Ho aperto la mia attività nel 1959», ha raccontato Antonio Pellegrini della libreria La Sorgente, «e ho visto questa strada cadere in basso. C'è un’assenza totale di manutenzione, i marciapiedi sono rotti a causa delle radici degli alberi e la strada da una delle più importanti della città sta diventando l’ultima». Oltre ai cartelli vendesi e affittasi appesi sui negozi sono tanti anche gli avvisi di trasferimento. «Ormai corso della Libertà è diventata il corso delle botteghe oscure», ha dichiarato Gianluca Granieri dell’omonimo negozio di abbigliamento, «purtroppo a causa di queste chiusure l’affluenza delle persone che circolano è diminuita fortemente».
Eleonora Berardinetti
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