Corso di salvataggio in montagna

L’iniziativa organizzata dal Cai è stata tenuta dagli specialisti del Soccorso alpino
AVEZZANO. Una giornata informativa per illustrare le diverse tecniche che il Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico di Avezzano utilizza in occasione dei propri interventi sul territorio in generale e sulle montagne in particolare. L’incontro, curato nei minimi dettagli dal Cai di Avezzano, è stato presentato dal presidente della sezione avezzanese Franco Salvati e si è svolto nella sala conferenze della stessa sede del Cnsas all’Interporto. Dopo l’introduzione di rito, si è passati a discutere sui recenti divieti imposti dai comuni e dagli enti territorialmente interessati alle zone montane, sottolineando le limitazioni agli accessi che sono state rese ancora più rigide dopo la recente tragedia che ha coinvolto i quattro alpinisti deceduti lo scorso gennaio sotto la valanga di valle Majelama. Fabio Manzocchi, capo stazione del Soccorso alpino di Avezzano, ha affermato: «Noi non siamo eroi; il nostro lavoro si svolge lontano dai riflettori e non c’è spazio per l’esibizionismo perché si tratta di un lavoro difficile, impegnativo, specialistico e riservato a coloro che decidono di sacrificare parte del loro tempo in ogni circostanza, consapevoli che nel momento del bisogno, sia di giorno o di notte, occorre lasciare tutto ciò che si sta facendo per soccorrere chi in quel momento ha bisogno». E per sottolineare l’importanza del continuo aggiornamento, lo stesso Manzocchi ha illustrato ai presenti alcune tecniche di intervento, con l’impiego di particolari attrezzature (Recco-Artva, sistema di localizzazione Gps) che soprattutto in alta montagna possono rivelarsi decisive per il salvataggio di vite umane. Ampio spazio è stato dato anche alle modalità di richiesta di soccorso, il cui primo numero a livello nazionale è il 118.
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