Corso Ovidio chiuso, c’è aria di serrata

La riapertura è prevista mercoledì, ma i commercianti minacciano proteste: «Da oltre un mese vendite in caduta libera»
SULMONA. Corso Ovidio non riapre e i commercianti minacciano la serrata. Il protrarsi della chiusura del cuore della città, inaccessibile alle auto dall’angolo di via De Nino fino a piazza Del Carmine, ha provocato le ire e le proteste dei commercianti che hanno le loro attività in questo tratto di strada. Affari che crollano e incassi praticamente nulli a causa del corso che, proprio in seguito alla prolungata chiusura, è diventato un deserto. «Non ce la facciamo più ad andare avanti», afferma Secondino Tarullo titolare di un negozio di abbigliamento per bambino, «ormai è oltre un mese che ci troviamo in questa situazione. Prima con i lavori ed ora che sono terminati con l’ordinanza del Comune che vieta qualsiasi tipo di transito lungo il corso ripavimentato. Dopo le nostre rimostranze dal Comune ci hanno assicurato che avrebbero riaperto entro questo fine settimana. Se ciò non dovesse accadere saremo pronti alla serrata». In queste ore proseguono frenetici gli incontri per evitare decisioni che penalizzerebbero l’intera città proprio all’inizio della Settimana Santa. Ma fino a ieri dal Comune non sono arrivate notizie confortanti. Come conferma l’assessore al Centro storico e ai Lavori pubblici Mauro Tirimacco. «L’ordinanza di chiusura al transito delle auto scade mercoledì 17 aprile», ricorda Tirimacco, «e noi abbiamo le mani legate perché la ditta esecutrice dei lavori ci ha imposto di rispettare i tempi stabiliti per consentire l’assestamento della nuova pavimentazione che altrimenti, in seguito al passaggio e alle vibrazioni provocate dagli autoveicoli potrebbe sfaldarsi di nuovo. Con il risultato che il lungo lavoro fatto andrebbe in poco tempo vanificato». Ma i commercianti non vogliono sentire ragioni.
«È già passato oltre un mese e noi non ce la facciamo più», prosegue Tarullo, «ci sono affitti e bollette da pagare e i clienti preferiscono andare ad acquistare da altre parti proprio perché non riescono ad entrare in centro. Ci costringono a restare senza lavoro anche in un periodo tradizionalmente favorevole, a questo punto sarà meglio tenere abbassate le serrande e restare a casa, almeno risparmiano sui consumi». I commercianti di corso Ovidio sono decisi ad andare fino in fondo con le proteste che potrebbero sfociare in un sit-in con tanto di cartelli e striscioni contro gli amministratori, in piazza XX Settembre. «Tra oggi e domani decideremo le modalità della nostra protesta, pacifica ma decisa», conclude Tarullo, «qui si sta giocando con la vita delle persone e il Comune non può prendere, senza neppure consultarci, decisioni così importanti che coinvolgono un’intera categoria e l’economia già abbastanza precaria della città».
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