Corte d’Appello, altri no a Pescara
Cresce il fronte contrario alla sede distaccata nella città adriatica
L’AQUILA. Rafforzare gli uffici giudiziari abruzzesi, ma senza alimentare lo scontro su «inutili doppioni» di Corte d’Appello. Lo scrive il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, il quale cita un intervento di Edmondo Bruti Liberati sulla riforma della Giustizia «indispensabile per il Paese, ma anche per ottenere la disponibilità e l’utilizzo delle enormi risorse del programma Next Generation Eu per la ripresa economica e sociale post-Covid».
«Il prestigioso magistrato, accademico ed ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, a proposito della “geografia giudiziaria” ha scritto: “…Il tribunale “sotto casa” non ce lo possiamo più permettere. La riforma Severino è rimasta incompiuta. Per le Corti d’Appello il principio è quello di una per regione. Ma la Sicilia ne ha quattro: Palermo, Caltanissetta, Messina e Catania; la Puglia ne ha tre: Bari, Lecce e Taranto. Se due Corti sono sufficienti per macroregioni come Lombardia e Campania altrettante dovrebbero bastarne per Sicilia e Puglia. È stato insensato mantenere un tribunale in ogni capoluogo di provincia, tanto sono diversificate le situazioni. Per la revisione non si partirebbe da zero: vi è la proposta della Commissione Vietti del 2016 e il ministero della Giustizia dispone di tutti i dati aggiornati necessari. Vi è almeno una ventina di piccoli, troppo piccoli, tribunali in Italia che per le loro ridotte dimensioni non sono in grado di garantire efficienza, ed entrano in crisi quando sopravvengono emergenze…”. Questo è il quadro del confronto in atto a livello nazionale».
«La discussione sulla razionalizzazione e l’efficienza del sistema giudiziario», secondo Pietrucci, «deve vedere al centro i diritti dei cittadini». Il consigliere Pd si dice favorevole a «tutelare ovunque possibile i presìdi territoriali esistenti, ma senza riaprire dannose polemiche politiche territoriali su vecchie proposte di doppioni».

