Corte d’Appello, nuovo allarme per la sede da spostare a Pescara

Il deputato Colletti: «Partita la discussione alla Camera sulla proposta di legge per il distaccamento» Capri (Ordine degli avvocati): procedura su un binario morto, si tratta di una soluzione anacronistica
L’AQUILA . Scatta un nuovo allarme per la sede aquilana della Corte d’Appello. A riaccendere riflettori e polemiche su una questione che si trascina da dodici anni, dal periodo immediatamente successivo al sisma del 2009, è l’annuncio del deputato abruzzese di “L’alternativa c’è” Andrea Colletti. «Al via la discussione della proposta di legge per l'istituzione di una sezione distaccata della Corte d’Appello dell’Aquila a Pescara», fa sapere il parlamentare, che fa riferimento alla prima riunione della commissione Giustizia della Camera dedicata mercoledì scorso alla controversa questione. «Alcuni anni fa», sottolinea il deputato, che in quel periodo militava nel Movimento 5 Stelle, «avevo proposto una legge per l’istituzione della sezione distaccata. La proposta, però, è rimasta ferma a lungo nei cassetti, con il relativo iter che non era mai partito. Ora finalmente è iniziata la discussione». La procedura per il varo della norma, dunque, è stata sbloccata tre giorni fa. «La proposta va avanti nell’ottica della riorganizzazione della geografia giudiziaria», afferma il deputato, che è relatore della proposta di legge. «L’obiettivo dell’istituzione di una sezione distaccata della Corte d’Appello a Pescara è quello di rendere un servizio alla cittadinanza». Le esigenze relative all’apertura del nuovo ufficio in riva all’Adriatico, secondo lui, sono chiare. «Allo stato attuale, infatti», ricorda Colletti, «si fanno spostare centinaia di persone da una città all’altra, con tutto ciò che questo comporta, a partire dai costi maggiori».
BINARIO MORTO. Per il presidente dell’Ordine degli avvocati aquilani Maurizio Capri l’iter parlamentare della legge è su un «binario morto» che, quindi, non avrà sbocchi. «Si tratta di una vecchia proposta, già emersa nel 2018, destinata a non avere seguito», tiene a precisare, riferendosi all’annuncio dato da Colletti. «In un momento come questo di riforma complessiva della giustizia e della geografia giudiziaria», osserva Capri, «mi pare, tra l’altro, una proposta anacronistica». Il fronte su cui combattere la battaglia per i servizi giudiziari sul territorio per il presidente degli avvocati aquilani è un altro. «Sono d’accordo sulla necessità di lasciare quello che c’è», sottolinea, «in particolare i tribunali cosiddetti minori che rischiano la soppressione». In questo caso, infatti, a detta di Capri, il tema della tutela dei territori e dei cittadini che li abitano è quantomai stringente e significativo. Lo stesso problema, però, non si pone per la sede della Corte d’Appello. «Non è una questione politica né di campanilismo, ma di trovarsi in linea con i tempi», insiste il presidente. «Seppure si tratti di una sezione distaccata, una soluzione del genere mi pare che non abbia ragione di essere».
LA PROPOSTA. L’istituzione a Pescara di una succursale della Corte d’Appello era l’obiettivo di due proposte di legge presentate prima nel 2014 e poi nel 2018 dal Movimento 5 Stelle, di cui Colletti è stato appunto primo firmatario. L’iniziativa parlamentare suscitò immediate reazioni a livello locale, come ha ricordato lo stesso deputato abruzzese che ora fa parte del gruppo “L’alternativa c’è”. Nel 2014, infatti, il consiglio comunale di Pescara approvò all’unanimità un ordine del giorno in favore della nuova sede nel capoluogo adriatico. Solo pochi giorni dopo, però, il consiglio comunale dell’Aquila approvò un altro ordine del giorno, ma per esprimere la sua contrarietà. Al di là delle divergenze territoriali, l’iter parlamentare della proposta ha subìto una battuta d’arresto, che qualche mese fa lo stesso Colletti riteneva quasi definitiva, perché confliggente con la riforma della geografia giudiziaria orientata a contrastare il decentramento degli uffici.
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