Corteo nazionale, solidarietà da Amatrice

15 Ottobre 2022

Si attiva la rete dei comitati di familiari di vittime di stragi e calamità per una nuova mobilitazione

L’AQUILA. La rete dei comitati dei familiari delle vittime di stragi e calamità avvenute in tutta Italia aderisce alla mobilitazione aquilana contro la sentenza del tribunale civile che ha riconosciuto il “concorso di colpa” delle persone decedute nel crollo del palazzo di via Campo di Fossa nel fissare i termini per i risarcimenti agli eredi.
La rete di relazioni intessuta con pazienza, nel corso degli anni, dalla compianta attivista Antonietta Centofanti, scomparsa lo scorso anno, è stata subito allertata, nell’immediatezza della sentenza, al fine di organizzare, con data da definirsi, una nuova mobilitazione nazionale a difesa della memoria delle 309 vittime del terremoto del 6 aprile 2009. Il testimone è stato raccolto dall’avvocata Simona Giannangeli che è in contatto con i referenti del comitato nazionale “Noi non dimentichiamo”, che riunisce tutte le associazioni delle vittime delle stragi in Italia, dalla Moby Prince a Casalecchio di Reno, dal terremoto dell’Aquila a quello di San Giuliano di Puglia, dalla Torre del Porto di Genova a Viareggio alla Thyssenkrupp di Torino. La prossima occasione di incontro sarà il 31 ottobre, nel ventennale della scossa in Molise che costò la vita a 27 bimbi scomparsi all’interno della scuola Jovine insieme alla loro maestra.
Il primo atto di solidarietà è arrivato alla vicina Amatrice, devastata dal terremoto del 24 agosto 2016 nel quale persero la vita 299 persone, 237 ad Amatrice, 51 ad Arquata del Tronto (quasi tutte nella frazione di Pescara del Tronto, praticamente cancellata dalla furia del terremoto) e 11 ad Accumoli.
Alcuni componenti dell’associazione “Il Sorriso di Filippo”, che si batte al fianco dei familiari delle vittime del terremoto di Amatrice, hanno inviato un messaggio agli aquilani. «Siamo d’accordo sull’organizzare una manifestazione di protesta all’Aquila e se è il caso anche a Roma. Questa vergogna non deve passare».
Messaggio subito rilanciato dalla sponda aquilana: «Dobbiamo organizzare una manifestazione sotto il tribunale», scrive una cittadina indignata. «Come siamo andati a Roma in 5.000 per le tasse ora dobbiamo manifestare per i nostri morti e per chi è rimasto a piangerli».
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