Cosa fare dell’ex caserma? In città dibattito acceso
SULMONA. La visita del neo direttore del Demanio Abruzzo e Molise, Edoardo Maggini, alla dismessa caserma Battisti fa fioccare le proposte di riutilizzo della struttura. L’intento della giunta...
SULMONA. La visita del neo direttore del Demanio Abruzzo e Molise, Edoardo Maggini, alla dismessa caserma Battisti fa fioccare le proposte di riutilizzo della struttura. L’intento della giunta Ranalli di realizzarvi un polo di Protezione civile e sicurezza, infatti, accende il dibattito in città. C’è chi, come Mauro Incorvati, segretario provinciale della Fials, lancia proposte concrete. Nel dettaglio chiede di traslocarvi gli uffici Asl per un risparmio sui costi degli affitti e una maggiore efficienza dei servizi. Il riferimento è al poliambulatorio di via Gorizia, al Centro unico di prenotazione (Cup) di piazzale Micarelli, al Sert e al Servizio veterinario di viale Stazione, al Distretto sanitario di base di viale Mazzini e al Centro di salute mentale (Csm) della zona artigianale. «Questa nostra proposta comporterebbe un notevole risparmio sugli affitti per la Asl» spiega Incorvati «minori disagi per gli utenti e maggiore organizzazione fra gli stessi servizi. Per questo rinnoviamo l’appello all’amministrazione di valutare e perorare seriamente tale ipotesi, in riferimento soprattutto alle delicate dinamiche riorganizzative della sanità regionale. E poi anche perché prevenire è sempre meglio che curare».
Antonella Fiordi (responsabile Cultura del Pd), invece, si concentra su un polo turistico-culturale, trasferendoci la biblioteca comunale, l'Agenzia per la promozione culturale, oltre a mostre, laboratori d'arte e musei del cinema e della Giostra cavalleresca. «Proposta strampalata» per Sbic, che suggerisce «il coinvolgimento di soggetti dal basso e dall'alto per un progetto funzionale e concreto».
La giunta Ranalli, valutato il patrimonio degli immobili comunali e soprattutto in vista della cessione al Comune del Campo 78, del poligono di tiro e delle ex caserme, scommette sulla base di protezione civile, con sede dei vigili del fuoco. Per l’ex campo di concentramento resta in piedi la proposta del sindaco di un museo storico. La struttura, che si affaccia sulla villetta di viale Mazzini, è stata chiusa a giugno del 2013, dopo una serie di tira e molla fra le istituzioni locali e il ministero della Difesa. Inizialmente scelta come sede del Comando regionale militare dell’Esercito, la caserma ha invece chiuso i battenti e da un anno e mezzo è abbandonata a se stessa. Resta, invece, ancora da verificare il destino della caserma De Amicis, chiusa da anni e messa in vendita nel 2013 dal ministero della Difesa. La struttura di via Gramsci, a pochi passi da corso Ovidio e dalla villa, si estende su un’area di 11mila e 292 metri quadri, di cui mille e 391 di superficie coperta. (f.p.)
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