Costato più di 40 milioni Ospitò i profughi afgani

AVEZZANO. La mega struttura alle porte di Avezzano - situata nei pressi del casello autostradale e all’ingresso della superstrada del Liri - occupa un’area di circa 600mila metri quadrati, più 50mila...
AVEZZANO. La mega struttura alle porte di Avezzano - situata nei pressi del casello autostradale e all’ingresso della superstrada del Liri - occupa un’area di circa 600mila metri quadrati, più 50mila al coperto. Nei piani del nuovo gestore, diventerà un polo logistico a servizio di tutto il centro-sud Italia. Al suo interno, l’Interporto ospita una palazzina direzionale, dieci capannoni prefabbricati, un piazzale con viabilità interna. Grazie alla sua posizione strategica vanta collegamenti importanti attraverso l’autostrada, la superstrada del Liri e la ferrovia Roma-Pescara. La fine dei lavori risale a un quarto di secolo fa è costata finora 40 milioni di euro di fondi pubblici. Inaugurata più volte, doveva dare linfa vitale allo sviluppo del territorio, in realtà è stata utilizzata per grandi emergenze: durante il terremoto dell’Aquila del 2009 ha ospitato gli aiuti e il personale della Croce rossa; durante la crisi afghana ha aperto i cancelli a 1.330 profughi in fuga dai talebani, mentre durante la pandemia ha ospitato un drive-in per i tamponi. Dall’Interporto sono partiti anche tir carichi di aiuti per il popolo ucraino. La struttura, infine, si è rivelata utile anche nella recente evacuazione di massa per il disinnesco di una bomba della Seconda guerra mondiale. Allo scoppiare di ogni emergenze l’Interporto, all’interno del quale hanno allestito una propria base sia Protezione civile che Croce rossa, è diventata una delle strutture cruciali in tutta Italia. (l.p.)
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