Costruita nel IX secolo e rasa al suolo nel 1915

AVEZZANO. Piazza San Bartolomeo era il cuore della città distrutta dal sisma del 13 gennaio 1915. La chiesa venne costruita intorno al IX-X secolo, ricostruita ed elevata a collegiata nel 1572. Così...
AVEZZANO. Piazza San Bartolomeo era il cuore della città distrutta dal sisma del 13 gennaio 1915. La chiesa venne costruita intorno al IX-X secolo, ricostruita ed elevata a collegiata nel 1572. Così l’ha descritta lo storico Giovanbattista Pitoni: «L’edificio sacro era a tre navate e aveva, lateralmente, il campanile, la base del quale ancora oggi è ben visibile. La facciata, sosteneva l’ingegner Tommaso Orlandi, si ispirava alla chiesa di San Bernardino dell’Aquila. L’interno conteneva, oltre all’altare maggiore, ben undici minori arricchiti da dipinti. Dietro l’altare maggiore c’era la sacrestia, la Casa della compagnia di San Rocco, l’Oratorio e la Casa della compagnia del Santissimo Sacramento». L’ultima ricostruzione precedente al terremoto del 1915 risale al XVII secolo. La chiesa in fase di ricostruzione e completamento venne danneggiata da altre due scosse sismiche, quella del 1654 e quella del 1703. Uscendo dalla collegiata, sulla destra, al piano terra del Palazzo Marimpietri era situata una delle tre farmacie di Avezzano. Pitoni ricorda ancora: «Piazza San Bartolomeo era considerata - insieme alla contigua piazza Umberto I - una specie di passerella serale per i tipi d’ogni specie: la coppia di fidanzati guardati a vista dagli arcigni genitori, la signora appartenente alla borghesia terriera pronta ad esibire il suo ultimo tallieur, gli spasimanti che consumavano scarpe nel monotono andirivieni nella segreta speranza di essere notati dalla ragazza agognata, il sensale o mediatore nell’attesa dei clienti, il signorotto con il suo panciotto e la sua paglietta acquistata al negozio di Modestino Seritti». (l.p.)
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