«Così la città verso il 2025» La visione dei sei candidati

Sfida durante la tribuna elettorale di Rete8 in collaborazione con il Centro
AVEZZANO. Entra nel vivo la sfida elettorale tra i sei candidati a sindaco di Avezzano, approdati sugli schermi di Rete8: nel confronto condotto dal direttore Carmine Perantuono, in tandem col giornalista del Centro, Roberto Raschiatore, mirato a focalizzare idee e progetti per l’Avezzano del futuro, i competitor Antonio Del Boccio, Mario Babbo, Anna Maria Taccone, Gianni Di Pangrazio, Tiziano Genovesi e Nicola Stornelli hanno messo sul tavolo idee e progetti fino al 2025 su pedonalizzazione, bellezza, chiusura delle attività commerciali, decremento demografico, sviluppo dell’agroindustria, rilancio del centro, progetti per reperire risorse, turismo e la sfida per l’eventuale ballottaggio. Qui, però, nessuno ha voluto svelare le carte, mentre ad animare un po’ la scena hanno contribuito alcune schermaglie tra il leghista e il civico Babbo sostenuto dal Pd. Altra nota di colore: il M5S, che solo qualche anno fa, nel 2014, raccolse oltre il 33% dei voti alle Europee, è assente dalla competizione, come sottolineato nel corso di “Tribuna elettorale-speciale elezioni” di Rete8.
ANTONIO
DEL BOCCIO
Sfida per le nuove generazioni: Antonio Del boccio, spinto ad accettare la candidatura da tanti amici, e soprattutto dalla figlia Giorgia «a fare qualcosa in difesa del pianeta», inquadra la sfida a una ritrovata bellezza della città in primis nella «lotta al degrado», collegata con azioni di sorveglianza e di controllo del territorio. Nella città più accogliente e sicura, infatti, Del Boccio vede le basi per «la creazione di un percorso turistico mettendo in rete le eccellenze del territorio della Marsica. Su queste basi», sostiene, «si può generare una strategia in proiezione su Roma, città con milioni di abitanti, per dare sostegno allo sviluppo dell’economia del settore economia». Stop alla pedonalizzazione in forma permanente. «Non sono favorevole ad ampliare la pedonalizzazione dell’area», dice, «poiché qui il clima non è favorevole: sono per la chiusura mobile e intercambiabile». Per il futuro delle vecchie scuole Corradini Fermi, il candidato a sindaco, immagina «una galleria culturale-enogastronomica con i prodotti di eccellenza territoriale e uno spazio di aggregazione per anziani dove organizzare un centro diurno per esprimere le loro potenzialità». La strada per contrastare la chiusura delle attività, nonché lo spopolamento abitativo, passa per il rilancio dell’occupazione, con particolare attenzione al nucleo industriale. «Qui», sottolinea l’ufficiale della polizia provinciale, «occorre rivedere il sistema di tassazione per stimolare l’apertura di nuove aziende per poter lavorare i prodotti del Fucino qui: ora il pagamento è doppio, al Comune e all’Arap». Porte aperte all’economia green. «Anche noi dovremo investire risorse», continua Del Boccio, «per sviluppare questo modello della green economy, mentre per efficientare energeticamente gli immobili occorre operare in direzione del sisma bonus». Bocce ferme sull’eventuale secondo turno delle elezioni amministrative, un evento più che probabile visto l’alto numero di partecipanti alla sfida. «Competiamo per vincere», assicura Del Boccio, «se ci sarà il ballottaggio decideremo tutti insieme, da persone libere».
MARIO
BABBO
L’ex rugbysta Mario Babbo, alla guida di una coalizione mista, in alleanza con Pd e Avezzano Viva, rivendica la libertà di azione, nonché le origini civiche, «per una battaglia nel segno del territorio». Con in testa il rilancio della città, a partire dall’estetica, un po’ appannata. «La collegiata di San Bartolomeo», dichiara il candidato a sindaco, «è una zona da riqualificare, insieme al resto della città. L’operazione propedeutica al rilancio del turismo, in formula territoriale, può dare impulsi alla valorizzazione e promozione delle eccellenze del turismo per ridare spinta e vitalità al tessuto socio-economico. L’obiettivo è quello di dar vita a una città verde, smart, riqualificata». Babbo dice «sì» all’isola pedonale permanente, però in un ragionamento ad ampio raggio. «Vedo un progetto di isola pedonale permanente integrato con le ciclo pedonali che collegano anche le periferie», sottolinea Babbo, «andando oltre l’isoletta, realizzando le infrastrutture, a partire dall’eventuale parcheggio nella zona della stazione ferroviaria gestito da giovani, e in altre zone della città. Partendo da qui si potrebbe ampliare l’isola attivando navette ecologiche per portare in centro le persone». La sfida dello sviluppo e del lavoro, invece, per il candidato a sindaco, passa attraverso le infrastrutture, con in testa la linea ferroviaria veloce Roma-Pescara e l’interporto, «fondamentali», sottolinea, «per sviluppare il settore dell’agroindustria del Fucino. Qui occorre portare alla meta la realizzazione dell’impianto irriguo, mentre è urgente il nuovo ospedale. Va sviluppato, invece, il settore del turismo e della cultura». Babbo frena sul ventilato modello Celano nel campo del fotovoltaico. «Prima bisogna vedere se è conveniente», spiega, «però va imboccata la strada del fotovoltaico per impianti sportivi e scuole con l’obiettivo di renderli autosufficienti. Oggi un impianto come Celano è irrealizzabile, mentre per intercettare fondi europei bisogna prima fare progetti». Sull’eventuale ballottaggio, Babbo non si sbilancia: «Siamo in corsa».
ANNA MARIA
TACCONE
Unica donna in campo: Anna Maria Taccone, oltre che sulle proposte del programma, rivendica di essere «l’unica novità» della sfida elettorale alla guida di una coalizione di persone nuove del campo dei moderati del centrodestra, che «stavolta hanno deciso di metterci la faccia per cambiare le cose». Per Taccone, la città più bella e vivibile, è una partita con più protagonisti, che si persegue sia attraverso «una maggior presenza dell’amministrazione e dello stato per garantire il rispetto delle regole, ma anche con uno scatto d’orgoglio dei cittadini». Taccone è pronta a scommettere sul rilancio del centro con un modello di economia eco-sostenibile, mentre frena per l’isola pedonale permanente su scala più ampia. «Vanno contemperate le varie esigenze», sottolinea, «per favorire chi vuole passeggiare in centro senza le automobili, però tutelando il commercio. L’isola pedonale non è detto che debba essere per forza in centro, dove potrebbe essere sviluppata in forma variabile». La partita, però, va giocata su scala più ampia. «Va fatto un discorso organico in un’ottica complessiva», aggiunge, «con il nuovo piano regolatore generale e il piano urbano della mobilità». Per contrastare la desertificazione dei negozi in centro, il calo demografico e rilanciare l’area del nucleo industriale in questo quadro di crisi economica generale, Taccone evoca «l’intervento statale» e uno «sviluppo sostenibile del comparto agricolo» collegato «con la crescita dell’industria della trasformazione». Strada del turismo da imboccare in raccordo coi Comuni marsicani: «Occorre organizzare un sistema per imboccare la via del turismo da lanciare anche con eventi culturali». Favorevole allo sviluppo delle energie rinnovabili, Taccone, però, guarda al quadro attuale. «Oggi», conclude, «per andare in quella direzione si potrebbe pensare al project financing e a progettare per intercettare nuovi finanziamento europei: non è possibile con i soli fondi del Comuni, la priorità è il completamento del nuovo municipio. L’unica novità di queste elezioni, comunque, siamo noi, anche col candidato a sindaco donna. In caso di ballottaggio valuteremo le affinità».
GIANNI
DI PANGRAZIO
Gianni Di Pangrazio scommette sull’identità avezzanese e marsicana per la nuova avventura alla ricerca del secondo mandato nel segno della ripartenza della città, come ad esempio per la «riqualificazione e valorizzazione della collegiata San Bartolomeo, oggetto di scavi in collaborazione con la Soprintendenza. Per rendere Avezzano più bella e attrattiva», afferma Di Pangrazio, «dobbiamo far ripartire la valorizzazione del Salviano, mentre l’area dell’ex complesso Arssa, dove vanno realizzati gli interventi coi 4 milioni 700mila euro del Masterplan, va collegata fino al castello Orsini con un ponte panoramico per dar vita a un grande parco urbano, un’isola pedonale naturale». La pedonalizzazione “spinta”, per Di Pangrazio, va realizzata in quell’area, mentre nel centro città, punta sul modello soft, ovvero la chiusura nei festivi e nelle sere d’estate, in aggiunta alla mini-isola lungo via Corradini di fronte a piazza Risorgimento. «L’isola pedonale permanente», prosegue, «va bilanciata col discorso economico, ma poiché qui mancano i parcheggi non è detto che deve stare al centro. Qui, i cordoli che delimitano la pista ciclabile, poiché sono pericolosi, vanno rimossi e sostituiti con segnaletica ad hoc, mentre vanno realizzati nuovi tracciati verso le periferie». La sfida più importante del futuro, però, si gioca sui fondi europei del Recovery fund e sull’ecobonus. «Per contrastare le chiusure delle attività e gli effetti della crisi spinta dall’emergenza Covid», prosegue, «occorre creare il Comitato Marsica, per gestire bene i 150milioni dell’Europa che toccheranno al comprensorio. All’ex Arssa, invece, dopo l’operazione di recupero va realizzato il campus universitario con spazi destinati anche alla cultura e al turismo». Per intercettare ulteriori risorse, Di Pangrazio, che ha ricordato le scuole sicure improntate sulla sostenibilità, non crede al fotovoltaico sul modello Celano – «la legge è vecchia» – ma reputa importante creare un ufficio in Comune per far marciare speditamente le procedure per le domande per l’ecobonus». Sul versante del voto, invece, Di Pangrazio, convinto di arrivare al ballottaggio, ha lasciato la porta aperta alla collaborazione: «Vi farò crescere tutti».
TIZIANO
GENOVESI
Orgogliosamente in campo alla guida della coalizione di centrodestra: Tiziano Genovesi, candidato sindaco con la casacca della Lega, rivendica la centralità dei partiti per dar vita alla filiera per il rilancio della città. «Tutta la città è degradata», sostiene Genovesi, «con lo schifo sotto alla cattedrale, nella pineta e nelle frazioni che qualche assessore del passato ha lasciato. Per voltare pagina occorrono la sorveglianza e l’arredo urbano. Avezzano è una città bella, soltanto che è abbandonata. Immagino un percorso attrattivo che colleghi pure la zona del Madonnone e dei Cunicoli in raccordo con la Marsica». Contrario all’isola pedonale permanente, Genovesi spezza una lancia a favore della chiusura la domenica e la sera «animata da spettacoli» organizzati da associazioni di categoria e Comune. «L’isola pedonale ideale», continua, «è nell’area dell’ex Arssa per dare ai cittadini la possibilità di godere della bellezza di villa Torlonia, base per sviluppare un percorso turistico». Per Genovesi, la pedonalizzazione estiva, ovvero lo stop alle auto, è percorribile anche nell’area del parco del Salviamo, mentre vanno rimossi i cordoli delle pista ciclabile «molto pericolosi». Nuova vita per il nucleo industriale con la realizzazione delle infrastrutture carenti, il potenziamento della sicurezza, nonché per «far fronte alla crisi economica, dovuta anche alle passate gestioni», aggiunge Genovesi, «cambiare rotta verso il settore agroindustriale in linea con la vocazione agricola del Fucino». Sulla strada del settore fotovoltaico: «Per spingere sull’eco-sostenibilità», spiega il candidato della Lega, «è necessario un piano di investimenti sul fotovoltaico mappando le aree comunali per realizzare qui un parco fotovoltaico». Genovesi, convinto di poter vincere la sfida elettorale delle amministrative al secondo turno, «lo sento dalla gente che ci sprona», esclude qualsiasi apparentamento in caso di ballottaggio. «Avezzano», scandisce, «deve rompere con i vecchi schemi».
NICOLA
STORNELLI
A sinistra, senza sé e senza ma. Nicola Stornelli, il professore precario alla guida di Avezzano bene comune, rivendica l’identità di sinistra della lista che debutta in città «per recuperare uno spazio contro questi civismi che diventano cinismi. Questo è un punto di partenza», sottolinea Stornelli, «per colmare un vuoto a sinistra». Il percorso per rendere bella la città, per Stornelli, non può prescindere dall’abbattimento delle baracche del post-terremoto del 13 gennaio 1915 che «squalificano la città. Per voltare pagina», afferma, «occorre un centro città che funzioni come un orologio con l’isola pedonale e i negozi, mentre nelle scuole alle Corradini-Fermi va realizzato un polo universitario e culturale, anche con agraria, vista la vocazione Fucino, per una visione organica verso il settore dell’agroindustria. Il centro riqualificato dev’essere ben collegato con le periferie dove vanno incentivati i mercatini». Stornelli sogna una città sul modello del nord Europa. « Avezzano», aggiunge, «dev’essere percepita come una città moderna ed ecosostenibile». Sull’isola pedonale, il professor Stornelli, seppur favorevole all’ampliamento in linea di principio, sospende il giudizio: «Non ho studi sul punto», spiega, «vanno contemperate sia le istanze dei commercianti che l’eco-sostenibilità, però l’isola pedonale va estesa, mentre vanno sfatati i luoghi comuni sulla città fredda: non va certo a -50°!». Sul versante lavoro, dove la città, come il resto d’Italia, paga il prezzo della crisi aggravata dall’emergenza coronavirus, il candidato a sindaco di Avezzano bene comune, guarda con interesse a un percorso che metta insieme il sistema industriale e quello universitario per dare una spinta alla crescita della trasformazione e della commercializzazione nel comparto dell’agroindustria. Bocce ferme sul settore del fotovoltaico: «Per rispetto dei cittadini", sottolinea Stornelli, «prima di parlare delle scelte che incidono sul fronte economico, occorre prima avere il bilancio del Comune in mano per capire se e dove poter prendere i soldi per l'investimento». In caso di ballottaggio, Stornelli vuole prima conoscere i risultati, «però una cosa è sicura», assicura il candidato a sindaco della lista ispirata da Rifondazione comunista e Potere al popolo, «nessuna possibilità di dialogo con la destra».
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